5 Ago.- Renzo e Francesca Menarini ritengono chiusa la trattativa con il petroliere Rezart Taci e cercano di ripartire, da soli.
Oggi hanno smentito le voci di eventuali buchi nei bilanci di Aktiva che avbrebbero fatto scappare il petroliere albanese: “i conti del Club sono in ordine, lo dimostra la relazione della società di revisione. Non ci sono mai stati richiesti sconti. La rinuncia di Taci ha altre motivazioni”.
Quello che doveva rappresentare il futuro del Bologna Calcio oggi è stato definito da Menarini “una meteora”. Ma per il geometra, fino all’ultimo l’ingegnere albanese rappresentava senza dubbi il nuovo patron del Bologna. Tanto che domenica scorsa, Taci aveva incontrato anche il sindaco di Bologna, Flavio Delbono.
Quali siano i motivi che hanno indotto Taci a lasciare non è dato sapere e forse non li sa neppure Menarini, abbandonato a metà del guado. Intanto dall’altra parte dell’adriatico Taci non si sbottona: intervistato da Sky ha affermato che ” L’accordo per l’acquisizione del Bologna è sfumato in extremis per ragioni non esclusivamente finanziarie”. Rezart Taci ha concluso dicendosi comunque determinato ad entrare nel calcio italiano dalla porta principale, quella che porta in Serie A. Ma evidentemente non al Bologna. Sulla repentina chiusura di questa vicenda grava ancora molta incertezza: non ci sono informazioni chiare e si sprecano le illazioni, dai guai fiscali che Taci avrebbe in Albania ad eventuali “stop dall’alto” arrivati qui in Italia.
Per quanto riguarda la squadra il piatto piange. “Non aspettiamoci quello che poteva fare Taci, tra noi e lui c’é un abisso”, ha messo in chiaro Menarini che, però, metterà sul piatto “il grande amore per la squadra e per la città”.
Dunque non ci sono soldi per acquistare nuovi giocatori, si cercherà di fare scambi a parametro zero oppure di vendere l’unico che ha un po’ di mercato, il centrocampista belga Gaby Mudingayi.
Il Bologna comunque resta in vendita e se Taci ci ripensasse e tornasse coi soldi alla mano Menarini non chiuderebbe la porta. Ma alternativa all’albanese non se ne vedono: a Claudio Sabatini, proprietario della Virtus che si è fatto avanti anche ieri il geometra ha risposto secco che “le manifestazioni di interesse non si fanno sui mezzi di comunicazione, ma attraverso contatti concreti”.

