Secondo Monari (Pd) l’Emilia Romagna accoglierà 3700 migranti

31 marzo – In Emila Romagna arriveranno 3700 dei 22mila migranti arrivati in Italia a causa del conflitto in Libia. Il numero è stato reso noto da Marco Monari in un’intervista a E’Tv in cui il capogruppo Pd in Regione ha spiegato il ruolo dell’Emilia Romagna nell’emergenza che prevede l’arrivo di 50mila migranti in Italia attraverso il mar mediterraneo.

Non è ancora stato deciso, però, il luogo in cui verranno accolti i migranti. “Immagino caserme” ha detto Monari, aggiungendo però che “bisognerà aspettare indicazioni dalla cabina di regia a Roma”. La decisione comunque “verrà presa tenendo presente i pareri di prefetti, sindaci e presidenti di Provincia”. Tra le ipotesi in campo, sicuramente verrà escluso Monghidoro, indicato inizialmente come un sito possibile: “mOnghidoro è inadatto – ha detto Monari – è un poligiono di tiro senza strutture che siano in grado di accogliere persone in situazioni di bisogno”.

Intanto Vasco Errani, in qualità di Presidente della Conferenza delle Regioni, si è dissociato dalla proposta del Governo di allestire delle tendopoli in cui ospitare gli immigrati regolari in fuga dal Nord Africa. Regioni e Governo, quindi, sembrano non aver ancora trovato una linea comune di gestione dell’emergenza e da viale Aldo Moro fanno sapere che un nuovo tavolo di discussione dovrebbe essere convocato domani nella capitale, per individuare i siti in cui i migranti saranno accolti.

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni aveva spiegato di avere un piano – che sarà illustrato nel dettaglio domani – che prevede l’allestimento di due tipi di centri d’accoglienza, uno riservato ai clandestini e uno ai profughi, e, specie per questi ultimi, aveva dichiarato  di contare sull’appoggio delle Regioni.

Sulle proposte del  ministro Maroni piovono le critiche della Cgil di Bologna, che si scaglia contro l’ipotesi dei “rimpatri forzosi” e parla di fini propagandistici del Governo nella gestione della questione degli immigrati. Quelli che “arrivano a Lampedusa” – spiegano in un comunicato – “sono prima di tutto persone e come tali vanno obbligatoriamente accolti ed assistiti. Coloro che non avessero i requisiti per il  diritto d’asilo dovarnno necessariamente essere inquadrati in uno stato di protezione umanitaria temporanea”. La Cgil chiede inoltre la convocazione del Consiglio Territoriale per l’Immigrazione in Prefettura per valutare le modalità di accoglienza.

 

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