Se una bambina…

La vicenda della bimba israeliana di otto anni che ha detto in tv di essere troppo spaventata per andare a scuola perché gli appartenenti di un gruppo ultra ortodosso le hanno sputato addosso e l’hanno spintonata ha suscitato un’onda di emozione anche in Europa. La bimba aveva le maniche corte e la gonna che le scopriva il ginocchio, oltre al fatto che camminava sul lato del marciapiede destinato agli uomini. Mercoledì 27 dicembre nel villaggio di Beit Shemesh migliaia di persone hanno manifestato contro questi episodi.

“E’ vero che questo è un fatto molto negativo ma l’esplosione d’interesse verso quello che è accaduto non è una novità – spiega ai nostri microfoni l’intellettuale israeliano Zvi Shuldiner – il problema vero è che questo fondamentalismo religioso è alleato all’ultranazionalismo”. Per Shuldiner non bisogna mai distogliere l’attenzione dal tema principale: un processo di pace tra israeliani e palestinesi sostanzialmente bloccato mentre nei territori sta procedendo il dialogo tra Hamas e Fatah che nessuno prende in considerazione.

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