2 lug. – “Se ci fosse un picco spaventoso (di smog, ndr) blocco tutto, ma siamo onesti: non accadrà“. E’ proprio convinto il commissario Anna Maria Cancellieri che lo spegnimento anticipato di Sirio alle 18 “non sarà la fine del mondo”. Salutando i cronisti prima di lasciare palazzo D’accursio per un periodo di vacanza, Cancellieri ha detto che di Sirio “ne riparleremo a settembre”, quando sarà possibile fare un bilancio della sperimentazione. Il commissario ha anche puntualizzato che sullo spegnimento estivo ha chiesto un parere in via “ufficiosa” sulle possibili conseguenze ambientali ad un Arpa diversa da quella dell’Emilia Romagna perché voleva “serenità di giudizio” e a Bologna, sull’argomento, c’è troppa “tensione”.
Contrario alla scelta del commissario è il segretario del partito democratico bolognese, Raffaele Donini, che assicura che Sirio tornerà alle 20 la prossima estate se vincerà il centrosinistra. Sirio, secondo il leader democratico, è “una conquista per i bolognesi, e non crediamo – aggiunge – che due ore in più potranno fare decollare le attività commerciali”. Donini aggiunge, con sicurezza, che i dati della sperimentazione “non daranno ragione alla Cancellieri” e che “quando torneremo a governare riprenderemo una politica che tuteli la qualità dell’aria”.
I Verdi di Bologna presenteranno martedì prossimo l’esposto contro la decisione del commissario
spegnimento di Sirio alle 18 e poi lo consegneranno alla Procura. Sempre per la prossima settimana, giovedì o venerdì, lanciano insieme ad associazioni ambientaliste e di ciclisti “una grande critical mass“: una biciclettata di tante persone che invadono la strada (fino a rallentare il traffico delle auto) dal varco di Sirio di porta San Vitale fino a Palazzo D’Accursio. Una volta in piazza Maggiore, scesi dalle biciclette, i Verdi e gli altri manifestanti proveranno a consegnare al Comune le firme (attualmente salite a 122) raccolte contro lo spegnimento di Sirio.

