Bologna, 6 set. – Di cosa ha bisogno in questo momento l’economia italia? Di fiducia. Lo ripete più volte, quasi fosse uno psicologo o meglio, un motivatore, il ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan. Serve fiducia, spiega Padoan durante il dibattito che l’ha visto protagonista alla Festa dell’Unità di Bologna, per convincere i consumatori a spendere, per spingere le imprese a indebitarsi per poi investire, per rassicurare le istituzioni europee e meritarsi così più flessibilità a livello di politiche di bilancio. Anche perché il governo Renzi è in carica da poco tempo, ragiona il ministro, e il lasso temporale entro il quale valutare le misure economiche e fiscali “è quello dei mille giorni”.
Per le verifiche reali se ne riparlerà dunque tra due anni e mezzo. Per intanto le cose andranno più o meno bene a seconda delle rassicurazioni che sarà capace di dare il governo. “Pensate alla deflazione – spiega Padoan riferendosi al calo dei prezzi al consumo dello 0.1% negli ultimi 12 mesi – Non è importante la composizione di quel dato che può avere varie spiegazioni, è il messaggio che arriva al Paese. Un annuncio come questo crea sfiducia, e in economia quando si pensa che la deflazione ci sarà davvero allora ci si comporta di conseguenza, e cioè si smette di investire e spendere perché si prevede che i prezzi scenderanno ancora”.
Non è però solo una questione di marketing o comunicazione. Per dare fiducia, spiega Padoan, servono anche provvedimenti concreti sul fronte del debito e della spesa pubblica. Confermati quindi i tagli annunciati giorni fa da Matteo Renzi. Il governo ha bisogno di trovare 20 miliardi attraverso una riduzione della spesa del 3% per ciascun ministero. “Ma non saranno tagli lineari – rassicura – Come paese dobbiamo fare un enorme balzo avanti sul fronte dell’efficienza, e di conseguenza per farlo bisogna smantellare le inefficienze accumulate in decenni. Un’operazione difficile”. Tagli “per liberare risorse” che saranno usate per rendere strutturale il bonus di 80 euro sulle buste paga dei lavoratori dipendenti. “Anche così si crea fiducia”, aggiunge l’altro ospite del dibattito, il responsabile economia del Pd Filippo Taddei.
Durante il dibattito Padoan liquida con poche parole l’idea, lanciata dal pubblico, di una patrimoniale sulle grandi ricchezze, mentre conferma le messa di mercato di quote di Eni e Enel, la futura quotazione di Poste e Enav e l’entrata in vigore (probabilmente con un decreto parallelo alla legge di stabilità) delle misure ideate dal commissario Cottarelli per razionalizzare le partecipate. “Bisogna chiudere, accorpare e quotare in borsa, così si libereranno altre risorse per risanare il debito. In questo le privatizzazioni avranno un ruolo importante”.
Infine un annuncio, ma in questo caso siamo nel campo delle speranze. “Se ci saranno risorse potremmo abbattere il cuneo fiscale anche per le imprese. Non è detto che non ci si riesca nella prossima legge di stabilità”.


