Tra overeducation e mismatching non è rosea la situazione dei laureati emiliano romagnoli che, magari tra mille fatiche, sono riusciti a trovare un lavoro. Secondo il report “L’economia dell’Emilia Romagna” della sede bolognese di Bankitalia, il 25,5% di loro è impiegato in lavori di bassa o nessuna qualifica: overeducated, appunto, con un’eccessiva educazione rispetto all’incarico svolto.
Inoltre, il 34,5% dei giovani laureati (nella fascia tra i 24 e i 35 anni) tra il Po e l’Appennino lavora in settori diversi da quelli a cui avrebbero dovuto portarli gli studi universitari. Questo è il mismatching occupazionale.
A stare peggio sono i laureati in discipline umanistiche: tra di loro, infatti, l’overeducation riguarda il 67% del totale mentre il mismatching il 61,5%.
Le medie registrate in Emilia Romagna sono superiori a quelle nazionali e la situazione è peggiorata dalla crisi: “E’ un sintomo di debolezza del mercato del lavoro” dice Elena Viviano, una delle ricercatrici di Bankitalia che ha lavorato allo studio.

