6 set. – Sono 1291 i lavoratori che, dal primo settembre, sono stati stabilizzati nelle scuole della regione. Tra loro, 817 sono docenti (di cui 338 dedicati al sostegno di alunni diversamente abili) e 474 fanno parte del personale tecnico-amministrativo. Ad annunciarlo è il direttore dell’Ufficio Scolastico regionale, Marcello Limina, che commenta l’esordio dell’anno scolastico invitando alla serenità: “Non è che poi la scuola va così male, non dobbiamo cantare il De Profundis“.
A chi gli fa notare che il Ministero ha autorizzato solo 171 posti (arrivati in due tranches) a fronte dei 350 richiesti dall’Emilia Romagna, Limina replica che, per quest’anno, non è previsto l’arrivo di nuove risorse umane e che la situazione, comunque, non è tragica. I 171 posti sono serviti per sdoppiare le classi (sette a Bologna) e ad autorizzare 34 cattedre in tutta la regione per le scuole materne statali, di cui otto nel capoluogo e provincia.
Resta intransigente sulle compresenze: “Non sono un diritto e non sono un sinonimo di qualità. Più che sulle compresenze, la scuola dovrebbe riflettere su quanto ha sprecato fino ad ora”. Conclude dichiarando che si aspetta numerose lagnanze, ma che, a coloro che protesteranno, non si sente di dire altro che: “Non si poteva fare meglio di così“.

