Bologna, 12 giu. – Una altro anno con Seribo. Il Comune ha deciso di riaffidare per un altro anno la gestione della società mista creata da Palazzo D’Accursio con Camst nelle mense delle scuole materne ed elementari di Bologna.
Il sindaco Virginio Merola e l’assessore all’Istruzione Marilena Pillati hanno incontrato due giorni fa i genitori dell’Osservatorio e delle commissioni mensa insieme con i presidenti dei consigli di istituto e dei comitati di gestione delle materne. Lì è arrivato l’annuncio.
Ce l’aspettavamo, conferma Sebastiono Moruzzi, uno dei referenti dell’Osservatorio mense, l’organismo dei genitori che dopo diverse proteste ha organizzato a maggio lo sciopero del pasto per chiedere maggiore qualità e costi più bassi per la refezione. E’ ancora in corso, infatti, la trattativa per il riacquisto da parte del Comune delle 49% delle quote di Seribo da Camst. Nell’attesa il Comune ha annunciato che verrà proparato il nuovo bando per la gestione delle mense, che dovrebbe essere pronto in autunno.
Già da settembre però c’è l’impegno a portare al 70% il biologico nelle mense scolastiche, uno degli obiettivi dell’Osservatorio mense. Moruzzi racconta che durante l’incontro dell’altro ieri Merola ha spiegato che è arrivato il parere dell’Autorità di vigilanza sui contratti che preclude ad un consistente prolungamento dell’appalto a Seribo: “Hanno dato ragione al Comune, non si può rinnovare la gestione attuale. Non è un parere vincolante, ma ora l’orientamento è riacquisire le quote del Comune in Seribo e fare un nuovo bando. Nel frattempo (anche per non lasciare gli alunni senza mensa, ndr) verrà fatta non una proroga, ma un ri-affidamento a Seribo per un anno”.
L’altra novità in arrivo a settembre è l’introduzione delle stoviglie lavabili. Ora però i genitori puntano sul nuovo bando perché siano recepite le loro molte richieste di migliorie. Tra cui il vincolo al re-investimento degli utili per alzare la qualità del servizio mensa: secondo il Comune, basta un equilibrato piano economico-finanziario, per i genitori no: “Serve un tetto fisso agli utili, oltre il quale scatta il re-investimento; cosa succede se si impennano gli utili e il piano economico non prevede nulla?”, domanda Moruzzi che poi segnala “il passo indietro” sull’apertura di Merola alle scuole che vogliono ‘divorziare’ da Seribo se scontente. In effetti, nell’incontro dell’altro ieri, questa possibilità è risultata un po’ più complicata del previsto, “ma noi non vogliamo rinunciare; ci piacerebbe fissare almeno dei meccanismi sperimentali come una soglia del 10% minimo per le famiglie che, all’interno di una scuola, vogliono lasciare un servizio mensa di cui sono scontente; questa potrebbe essere una spina nel fianco per il fornitore”, un modo cioè per essere sempre impegnati al massimo sulla qualità. Ma come tecnicamente far entrare questa cosa nel nuovo capitolato ancora è un rebus. “Merola ci ha detto che per clausola di salvaguardia intendeva altro, una possibilità di fare avere menu diversi alle famiglie scontente: non è quello di cui parlammo; c’è un tentennamento, ne ridiscuteremo”, dice Moruzzi.
Al varco le famiglie aspettano il Comune anche sul conguaglio: in pratica, per vedere se davvero, a fronte di un consistente aumento degli introiti da tariffa, sarà restituito il ‘surplus’. Domani Osservatorio e Comune ne discuteranno in un incontro ad hoc. Al momento, spiega Moruzzi, l’amministrazione dice di non avere ancora i dati relativi al bilancio del primo anno con la tariffa a pasto (si paga se si mangia), “a noi i numeri stanno arrivando in queste ore, ma da tempo sappiamo che c’è stato un aumento dei guadagni sia per le soglie di reddito rispetto alle tariffe, sia perché il sistema con cui si segnala che un alunno non sarà a scuola non è ancora diffuso e usato”. In pratica, ci sarebbero stati vari casi in cui i bambini erano assenti da scuola, ma in mensa c’era il piatto (da pagare) anche per loro. Anche questo avrebbe fatto lievitare gli incassi di Seribo. “Il Comune di questo non è ancora sicuro, aspetta i dati: però- sottolinea Moruzzi- non ha smentito il conguaglio alle famiglie se davvero l’aumento di incassi sarà dimostrato”. Tutto da studiare il suo eventuale meccanismo: ad esempio, come rimborsare i genitori di alunni che l’anno scorso erano in quinta elementare? A loro non sarebbero possibili sconti sui bollettini del prossimo anno.
L’altro aspetto di cui si discuterà domani è una modifica al regolamento delle mense che ‘istituzionalizza’ il ruolo dei genitori nel sistema di vigilanza e controllo. “In generale, diciamo che qualcosa si muove, ma dobbiamo continuare a vigilare: chiederemo presto un incontro della commissione cittadina mensa (in cui siedono genitori, Comune e Ausl, ndr) per fare il punto”,
conclude Moruzzi.
Il primo incontro tra l’Osservatorio Mense e il sindaco, dopo lo sciopero del pasto


