Scuola, alcuni docenti protestano: “La Provincia ha privilegiato le scuole private”

8 apr. – La Provincia di Bologna avrebbe privilegiato, nell’assegnazione dei fondi per progetti di integrazione di alunni con disagio o difficoltà di apprendimento, le reti di scuole che comprendono anche istituti privati paritari. E’ la denuncia che fanno  Marzia Mascagni, maestra alle scuole Longhena, e Stefano Mari, direttore didattico e capofila della rete che riunisce 6 scuole pubbliche dei quartieri Saragozza, San Vitale e Savena.

La vicenda è questa. Ogni anno la regione pubblica un bando per l’erogazione di fondi destinati a progetti di sostegno ad alunni in dificoltà. La Regione demanda poi alle provincie la ripartizione. Per potere accedere ai finanziamenti le scuole devono mettersi in rete e presentare progetti che abbiano un budget compreso tra i 20mila e i 30mila euro. I progetti devono essere presentati a palazzo Malvezzi che poi giudica, in base a criteri di qualità, quali meritino di essere finanziati. Quest’anno, dicono Mari e Mascagni, le domande del bando sono state più del previsto (6 o 7) e di soldi ce n’erano solo per coprire tre progetti. E’ in questo contesto che palazzo Malvezzi avrebbe deciso di inserire un nuovo criterio, “non presente fino a quel momento nel bando” dice Mascagni, secondo cui le reti dovevano comprendere almeno una scuola paritaria.

Vincitori del bando sarebbero risultate tre “cordate di scuole”: una sovra-provinciale che lega insieme istituti tecnici superiori, tra cui anche un istituto privato; una rete composta di 5 scuole pubbliche e una privata; e, infine, una rete composta da sole scuole private.

 

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.