Ieri sera Maria Stella Gelmini ha fatto una mezza marcia indietro,: il maestro unico è diventato “prevalente” e sarà “facoltativo”, insomma, un maestro a chiamata. La conferma del doppio insegnante sul tempo pieno fa pensare a una vittoria del movimento no-Gelmini, che ha preso il via per la mobilitazione di genitori e insegnanti della scuola primaria.
Nel giorno dello Sciopero generale, in piazza c’erano anche i cobas e insegnanti e genitori che hanno dato il via alla protesta. Stamane dal palco l’intervento dell’assemblea genitori insegnanti di Bologna è stato letto da una mamma e da una maestra: Valeria de Vincenzi e Barbara Gualandi che hanno ricordato come “la scuola pubblica ha bisogno di investimenti, soprattutto nelle aree più arretrate del Paese, come ha bisogno di insegnanti stabili e non di precarietà.”
Molto duro nel discorso il passaggio sui finanziamenti alla scuola privata: “Ai milioni di persone che hanno manifestato incessantemente in questi tre mesi non è stata data alcuna risposta, al lamento mattutino di un vescovo si è risposto poche ore dopo recuperando miracolosamente, ancora una volta, 120 milioni di euro per le scuole private”
Per genitori e insegnanti comunque il rinvio di un anno delle legge per le superiori e i primi parziali cedimenti del governo sul maestro unico sono una dimostrazione che “la lotta paga“, uno stimolo per continuare la lotta, perché finchè non saranno ritirati i tagli non saranno assicurati né il tempo pieno né la qualità didattica della scuola pubblica.

