1 giu – Tutte le sigle sindacali della scuola, insieme a genitori e insegnanti precari, il 3 giugno organizzeranno un nuovo presidio di fronte all’Ufficio scolastico provinciale. Poi, si riuniranno in un’assemblea aperta a tutta la cittadinanza per discutere dello stato – che definiscono “disperato” – in cui versano le scuole italiane e bolognesi dopo i tagli voluti dalla riforma.
“Non abbiamo chiesto un incontro a Limina, questa volta. Il nostro presidio sarà puramente simbolico. E ricordo a tutti che l’ufficio provinciale non è l’ufficio di comando di un’occupazione straniera”, ha commentato Sandra Soster della Cgil. Bruno Moretto, del coordinamento precari, ha aggiunto: “Chiudere il portone di via de’ Castagnoli, come è successo la scorsa settimana, è una cosa gravissima. Mica è casa sua”.
Intanto crescono le adesioni per lo sciopero degli scrutini, che si dovrebbero tenere il 7 e l’8. L’assenza volontaria di diversi insegnanti costringerà a rimandare le decisioni per i voti degli alunni in molti istituti bolognesi, da quelli tecnici Serpieri, Luxembourg e Aldrovandi-Rubbiani, al liceo Sabin, fino alle scuole medie Rodari-Jussi e Rolandino-Pepoli.
Per il 10 giugno è previsto un altro appuntamento: una “protesta in festa“, organizzata dall’Assemblea dei genitori e degli insegnanti delle scuole di Bologna.

