Scuola. I sindacati al Tar contro il decreto sui tagli agli organici

27 ago. – A due settimane dall’inizio dell’anno scolastico, continua la guerra dei sindacati contro l’ufficio scolastico provinciale. Alla riapertura del Tribunale Amministrativo regionale, infatti, il prossimo 15 settembre, i sindacati della scuola, uniti, presenteranno un ricorso contro il decreto sull’organico di fatto della scuola primaria. Un provvedimento bollato come operazione “Robin Hood” dalla numero uno della Flc-Cgil provinciale, Sandra Soster: “perché tolgono le ore e i posti dalle scuole che hanno il tempo pieno storico per coprire in altri istituti i posti di insegnamento della lingua inglese o le ore per la mensa, soprattutto in montagna e in pianura”. La situazione “è molto peggiore dell’anno scorso”, sostiene Soster, perché in Emilia Romagna la popolazione scolastica cresce di più che sul territorio nazionale e quindi “nella camicia di forza dei tagli non ci stiamo”.
Il ricorso al tar, dicono con una sola voce Cgil, Cisl, Snals, Gilda e Cobas, serve a “costringere lo stato a rispettare le sue leggi”. I sindacati hanno anche avviato una campagna “contro le ore eccedenti” e chiedono ai colleghi di non accettare incarichi per ore eccedenti e supplenze perché questo “toglie lavoro a chi ne ha sempre meno”. “Basta al collaborazionismo – dice Alessandro Palmi dei Cobas Scuola – non copriamo con volontariato ciò che deve essere dato”. La Gilda degli insegnanti proclama per il prossimo 28 settembre una giornata nazionale di mobilitazione con assemblee in tutte le città d’Italia.
I numeri parlano chiaro: sono 1500 le famiglie che da tempo hanno chiesto e non ottenuto il tempo pieno e 628 i bambini che non potranno frequentare la scuola dell’infanzia in provincia. Per quanto riguarda le elementari, sono stati assegnati 21 posti di docente di inglese, “ma secondo l’Usp – dicono i sindacati – ne mancano 30-40”.

Sul piede di guerra sono scesi anche tre dirigenti scolastici su 119. I dirigenti degli istituti comprensivi di Crespellano, Monterenzio e Vado hanno dichiarato, fanno sapere i sindacati, di non essere disposti ad aprire i portoni dei loro istituti, data la mancanza di fondi e di personale ATA.

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