Materne comunali. Pillati: “No agli steccati”, ma Sel fissa i paletti

23 apr. – “Un ripensamento complessivo che vada oltre ogni steccato”. In ballo c’è, per l’assessore alla scuola di Bologna Marilena Pillati, il diritto consolidato per i bambini e le bambine di usufruire della scuola dell’infanzia. La giunta Merola sta valutanto se una fondazione pubblico/privata sia la soluzione efficace per risolvere il problema del finanziamento della scuola dell’infanzia. Un’ipotesi concreta visto che esiste un atto d’indirizzo licenziato dalla giunta lo scorso martedì che dà mandato all’assessore Pillati di valutare la fondazione dal punto di vista tecnico.  La fondazione darebbe modo, secondo la giunta, di ovviare al patto di stabilità per confermare 500 operatori che a settembre non potrebbero essere riassunti.

Sel però fissa i paletti. Il presidente della commissione scuola Mirco Pieralisi è intervenuto in apertura del consiglio comunale difendendo la proposta di una fondazione ma chiedendo che la fondazione sia esclusivamente pubblica. Così per Sel centrale dev’essere il no all’esternalizzazione del servizio, per questo i soci di questa fondazione devono essere rigorosamente pubblici. Pieralisi cita il caso di Modena dove, alla proposta del Comune di aprire ai privati la gestione delle scuole dell’infanzia, è nata una mobilitazione di genitori e insegnanti in difesa della ‘pubblicità’ della scuola che ha portato la giunta modenese a tornare sui propri passi.

Una volta fissati i ‘paletti‘ (no all’esternalizzazione, soci solo pubblici, controllo nelle mani del Comune, stabilizzazione degli attuali lavoratori precari), per Sel il “libro” è ancora tutto da scrivere, attraverso la concertazione tra amministrazione e sindacati, lavoratori e genitori. perché, come ricorda Pieralisi, “siamo il comune di Francesco Zanardi e Pietro Longhena, siamo il comune che istituì decine di scuole dell’infanzia negli anni della prima guerra mondiale, quello che anticipò il tempo pieno. Noi non siamo un governo tecnico – dice il presidente della commissione istruzione – noi siamo vivi e abbiamo una ragione sociale, morale e pedagogica”.

Sono 465 i bambini esclusi dalle scuole dell’infanzia comunali e 500, fra nidi e “materne”, le educatrici precarie che a settembre potrebbero non essere richiamate al lavoro.

Cauti i sindacati, che nei giorni scorsi hanno espresso perplessità diverse sull’ipotesi della fondazione. La Cgil chiede una soluzione totalmente pubblica. La Cisl chiede che il Comune non decida da solo.

Secondo il comitato Scuola e Costituzione, senza una soluzione che guardi oltre il prossimo anno scolastico, il problema dei posti in meno nelle scuole dell’infanzia è destinato a ripresentarsi, dato che lo stesso ufficio statistiche del Comune prevede nel prossimo decennio un aumento consistente della popolazione fra i 3 e i 5 anni.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.