Bologna, 10 ott. – Quattro cortei hanno attraversato il centro di Bologna questa mattina a partire dalle 9, nella giornata di protesta del mondo della scuola contro il governo Renzi che in città ha portato in piazza più di 500 persone. Oltre a quello dei lavoratori dei Cobas scuola, partiti dopo un presidio davanti all’ufficio scolastico provinciale di via de’ Castagnoli, c’è stato un corteo degli Studenti medi autorganizzati che da piazza S. Francesco si sono ritrovati proprio con i Cobas in piazza S. Stefano per un’assemblea comune. Sempre in piazza S. Stefano, poco prima, erano arrivati i ragazzi della Rete degli studenti medi e della Rete degli universitari, che prima delle 9 avevano inscenato un sit-in con cartelli in via Rizzoli.
Dal corteo degli autorganizzati sono partiti sacchetti pieni di vernice blu contro la sede Tper e la Deutsche Bank in via Marconi, mentre sono state tracciate con lo spray scitte come “No alla scuola azienda” e “tutto gratis”. Gli studenti, infatti, contestano anche il caro vita che pesa sulle loro famiglie e la scarsità di strumenti a disposizione delle scuole, come spiega un attivista degli Studenti medi autorganizzati
Sono passati invece per i viali gli studenti dei collettivi autonomi riuniti dalla sigla Cas, partiti da piazza XX settembre e arrivati a bloccare il traffico a porta S. Stefano, dopo aver percorso un tratto dei viali. Davanti ai casseri hanno srotolato uno striscione con la scritta “16 ottobre blocchiamo Bologna”, annunciando la mobilitazione per la data dello sciopero sociale che accompagnerà lo sciopero della logistica proclamato dai Si Cobas per giovedì 16 ottobre e che a Bologna prenderà di mira proprie le porte lungo i viali. Poco prima di chiudere la loro manifestazione, gli sudenti del Cas hanno avuto un diverbio col concessionario della Lamborghini all’inizio di via Murri, urtato dallo striscione che i ragazzi avevano appeso alla sua vetrina.
I Cobas scuola, in sciopero anche per chiedere lo sblocco salariale e rifiutare gli scatti di merito, non credono alla promessa del governo di stabilizzare i 150 mila precari delle graduatorie a esaurimento e in ogni caso chiedono che ne sarà dei precari annuali, che a migliaia ogni anno fanno funzionare la scuola
















