10 lug. – Il Comitato Scuola e Costituzione ha chiesto agli enti locali un intervento “ad
adiuvandum” cioè un appoggio al ricorso al Tar contro le circolari del ministero dell’Istruzione sugli organici delle scuole e sulle iscrizioni alle superiori. Si tratta dello stesso ricorso che due settimane fa ha ottenuto una sospensiva dal Tar e che vedrà la sentenza il 19 luglio, assieme a un procedimento analogo avviato dalla Flc-Cgil. La presidente della Provincia di Bologna, Beatrice Draghetti, sembra interessata ad appoggiare le loro ragioni, ma l’assessore regionale alla Scuola, Patrizio Bianchi, praticamente, ha risposto picche.
L’assessore regionale, ha detto Bruno Moretto del Comitato, “ha chiamato in causa questioni di competenza, ma noi a lui e agli amministratori chiediamo se stanno coi cittadini che li hanno votati e con la Scuola, oppure con il ministro Maria Stella Gelmini”.
Ecco perché il Comitato bolognese, assieme agli altri sorti in regione (come pure in Toscana, Puglia, Marche e Umbria), sta raccogliendo firme da allegare a un appello al presidente della Regione, Vasco
Errani. Nel documento si chiede dunque un appoggio per essere più forti il 19 luglio davanti al Tar, perché i provvedimenti “stanno gettando nel caos la scuola e mettono in discussione il regolare avvio del prossimo anno scolastico”.
Intanto, aggiunge Moretto, le circolari sui docenti in soprannumero hanno già sortito un effetto negativo: si contano 97 insegnanti eccedenti solo alle superiori di Bologna, cioè di persone che hanno 24 ore
per chiedere il trasferimento un’altra scuola o subire la scelta degli uffici scolastici.
Tutto questo “mentre nelle scuole tecniche vengono decurtate le ore di alcune materie” e mentre si
ipotizzano 1.200 insegnanti e Ata in meno in tutti gli ordini e gradi in Emilia-Romagna rispetto all’anno passato, con circa 9.000 studenti in più.
