23 gen. – Riprende la protesta contro la riforma Gelmini che cambia volto alla scuola elementare. Questa mattina c’è stato un presidio davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale, in Piazza XX settembre. Un centinaio di insegnanti e genitori hanno chiesto che l’anno prossimo ci sia personale sufficiente per garantire la qualità dell’insegnamento. Poi sono entrati nella sede dell’Ufficio per incontrare il dirigente scolastico, ma Luigi Catalano non c’era. Hanno avuto invece un colloquio con un funzionario che più volte li ha invitati a uscire. I manifestanti l’hanno fatto solo dopo aver scritto una richiesta urgente di incontro con Catalano.
Genitori e insegnanti criticano i regolamenti attuativi che prevedono quattro moduli di insegnamento: da venti, ventisette, trenta o quaranta ore. Il tempo pieno così come è esistito fino ad ora, coordinato da un team di insegnanti, non ci sarà più. Al suo posto la Gelmini ha introdotto “il maestro prevalente” che ha un orario di insegnamento, previsto dal contratto, di 22 ore settimanali. La compresenza di due docenti nella stessa classe è abolita. Il movimento bolognese anti Gelmini sta distribuendo a tutti i genitori dei moduli con i quali esprimere il proprio sostegno al modello di insegnamento ora in vigore, fogli da compilare e consegnare al momento dell’iscrizione alla scuola elementare.
Ascolta l’intervista all’insegnante della scuola primaria Stefania Ghedini
Il 30 gennaio al Cinema Perla (Via San Donato 38) è in programma un incontro pubblico tra insegnanti, genitori e docenti universitari sul tema della difesa del tempo pieno.
pictures by Roberto Serra / Iguana Press

