Scuola, una festa per ripartire

19 set. – La mattina è cominciata presto, con la sveglia dei primi autobus che attraversano il centro. Genitori, insegnanti, giovani precari che hanno passato la notte nelle circa 20 tende montate in piazza Re Enzo per protestare contro i tagli alla scuola pubblica, hanno allestito una colazione all’aperto con cornetti freschi e termos di the caldo. A dormire un po’ di più sono stati i bambini, stanchi dopo la lunga serata fitta di spettacoli e giochi.

La giornata è ripresa con laboratori di creta e teatro, mentre i bimbi più piccoli gattonavano sul lungo striscione “No ai tagli”, appoggiato a terra. In piazza è intervenuto anche l’attore/genitore Ivano Marescotti, arrivato a bordo del monopattino della figlia, che quest’anno frequenta la prima elementare. L’obiettivo della seconda giornata di manifestazione era comunicare con i passanti, i cittadini, per spiegare le conseguenze dei tagli sulla qualità della scuola, sull’occupazione, sull’organizzazione familiare. «Molte persone, anche alcuni genitori i cui figli hanno appena iniziato le scuole, non si rendono conto delle ricadute concrete, delle classi più numerose, dell’assenza di compresenze, del passaggio allo spezzatino di insegnanti» – racconta Stefano, che ha dormito in tenda con i due figli di 7 e 9 anni. Questa manifestazione è servita a ricompattare il movimento, ma l’autunno sarà lungo e probabilmente caldo. «Noi abbiamo dato il LA. Ora speriamo che siano gli istituti scolastici a prendere l’iniziativa» – spiega Mirco Pieralisi, portavoce del coordinamento genitori insegnanti. Una scadenza già fissata è quella degli insegnanti precari: saranno a Roma il 3 ottobre alla manifestazione nazionale, per dire no ai tagli e alla soluzione “inadeguata e insufficiente” che il ministro Gelmini ha proposto a chi non avrà rinnovata la cattedra annuale. Per il 25 settembre il coordinamento organizza una cena di autofinanziamento al Vag61.

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