Bologna, 15 set. – Oggi a Bologna si è aperto l’anno scolastico 2014-2015 ma non per tutti gli studenti. Per oltre 30 bambini e ragazzi arrivati dall’estero durante l’estate, infatti, finora non è stato trovato posto e il problema è destinato ad aumentare mano a mano che si aggiungeranno i minori arrivati grazie ai ricongiungimenti familiari. I quartieri più in difficoltà sono il Navile e il Savena.
Il tabulato che incrocia le disponibilità delle singole scuole dovrebbe essere pronto entro domani. I dirigenti delle scuole-polo istituite la scorsa primavera per coordinare l’accoglienza non vedono l’ora di averlo sotto gli occhi, ma già si aspettano che non basterà a rispondere a tutte le esigenze. A metà settimana incontreranno l’ufficio scolastico provinciale e il Comune di Bologna, per studiare insieme le soluzioni, anche nel caso probabile di dover organizzare il servizio di trasporto per portare a scuola gli alunni che non avranno trovato posto vicino a casa.
Nella scuola-polo del Navile sono state accolte 36 domande, ma per 15 ragazzi finora non c’è posto. Sono richieste che “sinceramente non sappiamo come coprire”, spiega il dirigente Domenico Altamura. “Studieremo il problema”, dice rimandando all’incontro con le altre istituzioni coinvolte. Per ora i dirigenti non parlano di classi ponte – la soluzione adottata l’anno scorso alle scuole medie Besta del quartiere S. Donato e criticata anche dal ministero dell’Istruzione -, ma niente per ora è escluso.
E’ di questa mattina l’ultimo aggiornamento della situazione dal Savena, dove sono stati sistemati 13 alunni su 25 richieste arrivate durante l’estate. La dirigente Filomena Massaro guarda con preoccupazione ai prossimi mesi, anche perché, se pure si riuscisse a istituire nuove classi, non è detto che ci sarebbe lo spazio per ospitarle.
“Il progetto è partito senza risorse umane, avevamo chiesto un assistente amministrativo per ciascuna scuola-polo”, ricorda Francesca Ruocco, segretaria della Flc-Cgil di Bologna, sottolineando il sovraccarico di lavoro nel gestire il protocollo di accoglienza per le segreterie scolastiche, già impegnate a gestire le abituali chiamate del personale precario a inizio anno. “Fra una settimana si capirà se i posti sono sufficienti”, conclude Ruocco.
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