4 giu. – Erano 69 dopo la prima scossa e sono diventati 219 dopo quella del 29 maggio, i plessi scolastici lesionati crescono ad ogni terremoto. Quelli completamente inagibili sono 121, 94 quelli lesionati parzialmente, mentre 4 sono stati utilizzati per fronteggiare l’emergenza: a Mirandola, per esempio, le scuole Montanari ospitano ora il municipio, a San Felice sul Panaro è stato trasferito nelle aule l’ospedale. Sono 50mila gli studenti senza un’aula, in provincia di Modena un terzo del totale. I dati riguardano i plessi scolastici statali e sono stati forniti dall’assessore regionale alla scuola Patrizio Bianchi.
Ora la priorità, ha sottolineato Bianchi, è dare conclusione all’anno scolastico permettendo lo svolgimento di scrutini ed esami. Per questo, dopo la riunione prevista per il pomeriggio con dirigenti scolastici ed assessori provinciali, sarà fatta richiesta alla protezione civile di container ad uso aule. Dove sarà possibile gli scrutini saranno svolti in scuole vicine, non colpite dal sisma. Per sapere se e come verranno svolti gli esami di Stato si dovrà attendere il decreto del Governo che delegherà all’ufficio regionale la decisione di fare eventuali modifiche al loro normale svolgimento.
Venerdì 8 giugno partiranno i sopralluoghi per decidere quali plessi saranno recuperabili entro il 17 settembre, data dell’inizio del nuovo anno scolastico. Per le eventuali ricostruzioni lo sguardo va al futuro: scuole prefabbricate sicure ed econcompatibili, create da un gruppo di ricerca delle quattro facoltà di ingegneria della regione. L’Istituto superiore Galileo Galilei di Mirandola potrebbe fare da apripista.

