14 giu. – “Le toppe di vernice vanno assolutamente evitate, bisogna fare interventi molto più tecnici e specifici“, commenta il direttore regionale per i beni culturali e il paesaggio Carla Di Francesco, alla presentazione del volume “Contro il vandalismo grafico – Il centro storico di Bologna: sperimentazione e linee guida”. Un libro che spiega, passo dopo passo, le fasi da affrontare per cancellare scritte sui muri e imbrattamenti, non trascurando momenti di controllo e verifica. Il libro, però, non sarà né commercializzato né distribuito ai bolognesi che, se vorranno, lo dovranno richiedere esplicitamente alla soprintendenza.
“Bisogna ridurre assolutamente l’interferenza visiva dell’intervento. La cancellazione deve essere trasparente“, secondo Antonella Pomicetti, della soprintendenza ai beni archeologici dell’Emilia – Romagna, “ogni scritta sul muro è diversa dall’altra, non si possono usare sempre le stesse tecniche di rimozione. Il volontario va guidato nell’uso delle sostanze da usare”. Sostanze come solventi addensati, soprattutto, che sollevano la vernice permettendone la rimozione. E a chi chiede se non si tratti di procedure troppo tecniche per poter essere usate da un comune cittadino volontario, l’architetto Di Francesco subito replica: “Non ci vedo grandi complicazioni. E poi la materia andava regolamentata”.
Il commissario Cancellieri, intervenuta alla presentazione, ha assicurato che il Comune parteciperà alla lotta contro il vandalismo grafico, sancendo così la pace dopo le polemiche delle scorse settimane sul rischio che i volontari chiamati a raccolta dal commissario facessero più danni che interventi di cancellazione.

