21 mag. – La Procura di Ferrara che indagherà sui 4 lavoratori morti sul posto di lavoro sabato notte punterà a verificare il rispetto delle norme antisismiche nella costruzione dei capannoni. E’ un’inchiesta che parte a fatica, visto che i palazzi che ospitano il tribunale e la procura sono ancora chiusi per verificarne la stabilità. Sul caso lavoreranno due pm e il procuratore reggente Nicola Proto. Le aree dei crolli sono già sotto sequestro.Lo stesso Prefetto Franco Gabrielli ha puntato i riflettori sui crolli nelle aree industriali: “Che nel 2012 crollino coperture di capannoni costruiti negli anni 2000 deve fare riflettere più di tante altre cose” ha detto. Il segretario della Camera del lavoro di Ferrara chiede che ci sia una verifica delle responsabilità. C’è molta preoccupazione anche per il futuro delle attività economiche della zona colpita.
A Mirandola molte fabbriche e molti capannoni sono crollati (foto). Se il terremoto fosse arrivato durante la giornata lavorativa molte persone avrebbero potuto finire sotto queste strutture, evidentemente inadatte ad affrontare un rischio sismico. (La fotografia e la segnalazione dei crolli alle fabbriche sono di Linda Pastorelli).
Antonio Mattioli della Cgil Emilia Romagna, sui lavoratori morti nel turno di notte tra sabato e domenica nelle fabbriche del ferrarese scrive: “morire perché le fabbriche non stanno in piedi non è sopportabilke, è inaccettabile”. In attesa dei risultati el lavoro della magistratura, secondo Mattioli, bisogna fare chiarezza “su come vengono costruite le fabbriche”.
Il conto degli sfollati è salito ad almeno 4.914, secondo i dati della Regione, la capacità di accoglienza è di 5.500. Il Consiglio dei Ministri domani pomeriggio decreterà lo stato d’emergenza per l’area.
A Marzaglia, nel modenese, si è tenuto un vertice tra protezione civile e amministratori locali a cui ha partecipato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, che ha assicurato che il governo cercherà di trovare “una soluzione finanziaria”.
A San Carlo, una frazione di Sant’Agostino, si sono aperte delle spaccature sull’asfalto delle strade di interi isolati, da lì escono colonne di sabbia mista ad acqua (foto), in alcuni punti alte 20 centimetri.
L’Ordine degli Assistenti Sociali dell’Emilia Romagna ha attivato un numero di telefono (333.5647158) a cui possono rivolgersi cittadini e assistenti sociali per raccogliere segnalazioni e cercare di intervenire cme mediatori.

