Bologna, 16 giu. – Cinzia Banelli, la ‘pentita’ delle nuove Brigate rosse è stata sentita dal sostituto procuratore Antonello Gustapane, nell’ambito della nuova inchiesta sulla mancata scorta al professor Marco Biagi.
L’audizione è durata oltre sei ore e si è svolta in una caserma dei Carabinieri. L’ex brigatista è tornata a ripetere quanto dichiarato nella deposizione al processo in Corte di Assise, Banelli quando disse: “Se il prof. Marco Biagi avesse avuto una scorta armata non avremmo potuto ucciderlo, L’azione non sarebbe stata praticabile”. Il commando era composto di due sole persone che, secondo quanto spiegato da Banelli, in caso di presenza di una scorta avrebbero cambiato obiettivo: “Non eravamo abituati agli scontri a fuoco, per noi già due persone armate erano un problema”. Una posizione che già all’epoca del processo smontò l’opinione di chi sosteneva che, in caso di presenza della scorta, ora i morti sarebbero stati tre.
Il giuslavorista fu ucciso dalle Brigate Rosse il 19 marzo del 2002, ora si indaga per omicidio per omissione.

