Bologna, 19 feb. – La giunta Bonaccini va alla Consulta contro la Corte dei Conti per le spese degli ex consiglieri di viale Aldo Moro. Con una delibera approvata lunedì scorso 16 febbraio il nuovo esecutivo regionale ha nominato un team di tre avvocati per promuovere un ricorso alla Corte Costituzionale per “conflitto di attribuzione” sugli atti di citazione ricevuti dagli ex capigruppo e da altri consiglieri.
Le spese al centro del contendere sono le stesse su cui indaga la Procura, con 42 persone attualmente coinvolte e l’archiviazione recente del presidente Bonaccini.
La Regione si rifà all’annullamento che la Corte Costituzionale aveva già deciso, lo scorso anno, sulle deliberazione della sezione di controllo della Corte dei Conti sui rendiconti del 2012. Nonostante questa sentenza della Consulta la Procura regionale della Corte dei Conti ha deciso comunque di inviare gli inviti a dedurre ai capigruppo per chiedere conto delle spese effettuate nel 2012.
Contro quegli inviti a dedurre, incentrati sulle stesse spese “riabilitate” dalla Consulta, già la precedente giunta Errani aveva deciso di “proporre il conflitto di attribuzione avanti la Corte costituzionale, tuttora pendente”.
Dopo gli inviti a dedurre è arrivata l’istanza di “sequestro conservativo” e gli atti di citazione ai capigruppo e alcuni consiglieri.
La giunta definisce gli attivi di citazione “lesivi dell’autonomia del Consiglio regionale e, in particolare, delle attribuzioni regionali in materia di controllo sull’inerenza al mandato politico delle spese dei gruppi consiliari, e delle prerogative dei consiglieri regionali”. E, quindi, parallelamente al ricorso sugli inviti a dedurre, partirà anche quello sugli atti di citazione, in entrambi i casi per “conflitto di attribuzione”.

