Bologna, 21 ott. – Porto illegale di materiale esplosivo. Questo l’ulteriore reato (oltre a lesioni e manifestazione non autorizzata) che la Procura di Bologna intende contestare a quei manifestanti che sabato hanno lanciato bombe carta durante il corteo di protesta per il comizio di Forza Nuova.
Ad annunciare la svolta di via Garibaldi è il portavoce, Valter Giovannini: ora bisognerà, pero”, capire dai filmati e dalle foto (che gli inquirenti continuano a visionare in questi giorni) chi materialmente ha effettuato i lanci e dunque chi di fatto incriminare per un reato che prevede una pena che va da due a dieci anni. La decisione è maturata dopo aver constatato che molti appartenenti alle Forze dell’ordine che sabato si trovavano in piazza San Domenico accusano ipoacusie, ovvero abbassamenti dell’udito, di vario livello e questo nonostante alcuni indossassero i caschi. Insomma, la potenza dell’esplosivo utilizzato sabato è stata considerata superiore a quella vista in occasioni simili.
La Procura ha, infine, chiesto alla Digos di accertare se tre giorni fa al corteo (ma anche in altre occasioni, come la resistenza messa in atto per lo sgombero di Taksmin di inizio ottobre) ci fossero persone colpite in precedenza dal divieto di dimora a Bologna. Le indagini sono coordinate dal pm Antonello Gustapane.
(Dire)

