Bologna, 15 nov. – Si è conclusa verso le 11, sotto la pioggia, la manifestazione bolognese promossa da Cgil, Cisl e Uil in occasione delle 4 ore di sciopero contro la legge di stabilità del governo Letta. Sotto al palco in piazza Roosvelt c’era anche il sindaco Virginio Merola ad ascoltare i comizi conclusivi dei segretari confederali. Danilo Gruppi della Cgil non ha risparmiato un affondo verso i partiti per l’indagine della Procura sulle “spese pazze” dei gruppi consiliari: “Non vi rendete conto dell’intollerabilità di questa situazione e del grado di rabbia che c’è fra la gente”. “Basta con gli sprechi e le ruberie a cui abbiamo assistito anche in questi giorni”, ha detto Alessandro Alberani della Cisl, e Gianfranco Martelli della Uil: “A tutto c’è un limite e non possiamo più permettere alla classe dirigente di sprecare i nostri soldi e nel contempo affamare lavoratori e pensionati”.
19 pullman della Cgil hanno portato in piazza quasi un migliaio di persone, a cui si aggiungono i lavoratori che hanno usato mezzi propri e quelli arrivati sotto le bandiere di Cisl e Uil.
Dal palco ha parlato anche Angela Romanin della Casa delle donne per non subire violenza, per rilanciare lo “sciopero delle donne” del 25 novembre, nella giornata internazionale contro la violenza di genere.
Il corteo era partito da Porta S. Felice intorno alle 9,15, dietro lo striscione “Cambiare la legge di stabilità 2014. Dagli sprechi e dalle rendite più risorse ai lavoratori e ai pensionati”. In coda il grande striscione giallo dei lavoratori del Teatro comunale, che chiede al governo di “valorizzare la cultura”. Nel mezzo impiegati, operai, sanitari, cuochi, precari di varie categorie. Diversi si definiscono “amareggiati” più che “delusi” dalla situazione politica italiana e alcuni dichiarano che non andranno a votare senza un chiaro impegno a sostegno del lavoro da parte del governo e delle forze politiche – Pd compreso, oggi rappresentato in corteo anche dal segretario provinciale Raffaele Donini e dal parlamentare Andrea De Maria.
In carriola alcuni attivisti di Sunia-Cgil spingono alcuni pupazzi con cartelli che spiegano: “Sono precario, senza casa e senza salario” e “Anche la Regione Emilia-Romagna programma centinaia di sfratti nell’edilizia residenziale”.
Ecco alcune voci dei manifestanti
La corrispondenza di Benedetta Aledda.


