Bologna, 18 feb. – Sciopero a sorpresa dei lavoratori che gestiscono il servizio contrassegni, i parcheggi Staveco e Tanari e i parcometri. Dopo il fallimento di Coopertone, a cui Atc aveva assegnato l’appalto, i 41 dipendenti hanno dovuto diventare soci di Ncv. Mentre cercano di recuperare 3 mensilità e la quota sociale dalla coop fallita – denunciano – ogni mese si trovano decurtati circa 200 euro per pagare la nuova quota sociale e condividere la crisi della nuova società. In più non gli vengono riconosciuti i primi 3 giorni di malattia e nemmeno i buoni pasto.
L’agitazione con un pacchetto di 16 ore di sciopero è stata decisa nelle assemblee dei lavoratori, per l'”assoluta indisponibilità della NCV”, spiega in una nota la Filcams Cgil, che sintetizza: “Non c’è nessuna disponibilità a reiterare l’accordo già raggiunto in fase di ingresso della NCV in questi appalti e scadente il 31 dicembre scorso. In particolare a confermare l’erogazione di una cifra a compensare il “contributo di crisi” che è stato di nuovo previsto per il 2014; a consentire ai dipendenti part time una maggiore diluizione del versamento rateizzato della quota sociale; di poter recedere liberamente dal rapporto associativo in costanza del rapporto di lavoro; di riconoscere il puntuale pagamento del periodo di carenza in caso di malattia”.
Giovedì 20 febbraio, per la prima volta, i sindacati si confronteranno con Tper, in un incontro convocato in Comune. Si aspettano che l’azienda, che ha vinto la gara per il piano sosta, rispetti la clausola sociale, come già sta facendo con gli accertatori della sosta.
Klaus Mosi è delegato Cgil-Filcams.
Dalle 8 alle 10 c’è stato uno sciopero al parcheggio Tanari e dalle 13 alle 15 allo Staveco. I lavoratori dell’Ufficio rilascio contrassegni si sono fermati dalle 10,30 alle 13,30, facendo un presidio davanti alla sede Atc/Tper in via di Saliceto per dire “Basta con i ricatti” e spiegare anche agli utenti le ragioni della loro protesta. Lì abbiamo raccolto le loro voci.

