Licenziamenti al Burger King. Autogrill non vuole la cassa integrazione


28 feb. – Nessun accordo dopo l’incontro in Provincia tra i sindacati e Autogrilli per la vertenza dei 25 lavoratori del Burger King di via Stalingrado che hanno ricevuto la lettera di licenziamento il 2 febbraio scorso. Mentre era in corso l’incontro i lavoratori erano in presidio all’esterno di Palazzo Malvezzi. Autogrill non vuole soddisfare le richieste dei sindacati restando ferma sulle proprie posizioni.
“La procedura di mobilità – spiega Fabio Fois della Filcams Cgil – deriva da un mancato accordo tra Autogrill e la società Sprint gas, proprietaria del locale, sul rinnovo del contratto d’affitto”. Sprint Gas ha aumentato la quota d’affitto e ha chiesto a Burger King di occuparsi a proprie spese della ristrutturazione di una parte dello stabile. Da qui la decisione di Autogrill di chiudere il locale entro il
prossimo 14 marzo e di avviare la procedura di mobilità per i lavoratori. La Filcams ritiene il licenziamento paradossale, dal momento che il locale produceva un fatturato molto positivo, e vuole che Autogrill chieda almeno sei mesi di cassa integrazione  per i lavoratori, alcuni di loro assunti da 11 anni a tempo indeterminato. Hanno chiesto anche l’impegno da parte di Autogrill a ricollocare i dipendenti in altri fastfood di sua proprietà, per evitare il loro licenziamento.
La Filcams confida in un futuro incontro con la società in cui sia presente anche Sprint Gas, assente oggi, per sapere il nome dell’azienda che subentrerà a Burger King per la gestione del locale. Le voci di corridoio dicono sia Mc Donald’s a subentrare nel punto vendita, ma Sprint Gas non ha ancora dato una notizia certa in merito.

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