Bologna, 15 mag. – I sindacati già ne parlano come della nuova frontiera della precarietà targata McDonald’s. Da circa un anno le filiali della compagnia in franchising – e ormai sono sempre di più – hanno iniziato ad assumere personale attraverso i tirocini formativi, i vecchi stage. “Ormai è questa la modalità per mettere piede in azienda”, spiega una lavoratrice. Si inizia come stagisti, con un rimborso spese di meno di 500 euro al mese, si lavora per 30 ore la settimana per sei mesi, o se va male anche un anno. E se l’azienda lo richiede ci sono anche gli straordinari, da fare direttamente in turno accanto a colleghi inquadrati con contratti regolari. Le mansioni? “Quello che fanno tutti, si servono le patatine o i panini, oppure si puliscono i vassoi vuoti dei clienti”. Poi, se va bene, si spera in un un vero contratto che, se arriva, è di solito part time e garantisce appena 700 euro al mese.
Il 16 maggio, un giorno dopo lo sciopero mondiale dei fast food, i lavoratori della ristorazione sciopereranno in tutta Italia. A Bologna tutti i lavoratori andranno di fronte alla filiale McDonald’s di Castelmaggiore per “denunciare le pratiche dell’azienda”. Lo sciopero ha registrato adesioni alte, all’autogrill del Cantagallo il 100%, all’area di servizio Chef Express di Roncobilaccio il 100%.
Il sindacato ha però i fari accesi soprattutto su McDonalds.”Il contratto collettivo nazionale del turismo è stato rinnovato, ma l’associazione datoriale di categoria a cui fa riferimento McDonald’s ha dato formale disdetta del contratto. Dal primo gennaio tutti i lavoratori del McDonald’s non avranno un contratto nazionale di riferimento”, spiega Gaia Stanzani della Cgil.
Paola, delegata sindacale a Bologna e lavoratrice McDonald’s, racconta la situazione lavorativa nelle filiali. “Ci sono stagisti e lavoratori a chiamata pagati pochissimo. Quando sono stata assunta avevo un part-time a 24 ore settimanali, e guadagnavo 450 euro al mese. Ero costretta a fare straordinari e lavorare la domenica per arrivare a fine mese”. Sono sei i contratti anomali che la Cgil ha impugnato.

