23 nov. – Antonio Carbone e Franco Tedesco, i due uomini arrestati sabato pomeriggio a Borgo Panigale dai Carabinieri del Ros in compagnia di Nicola Acri, sono stati scarcerati. Erano accusati di favoreggiamento nei confronti del 31enne, boss della ‘ndrangheta originario di Rossano Calabro, in provincia di Cosenza e latitante dal 2007.
Il giudice per le indagini preliminari Marinella De Simone, durante l’udienza di convalida, ha deciso di non convalidare l’arresto per mancanza di prove che indicassero il reato di favoreggiamento. Secondo l’avvocato Bruzzese, “Carbone e Tedesco avevano conosciuto Acri quel pomeriggio stesso, lui gli aveva detto di chiamarsi in un altro modo e i tre si erano fermati a parlare insieme per 20 minuti, si trattava di una conoscenza occasionale.
L’avvocato sottolinea che per contestare il favoreggiamento occorre la prova che la persona aiuti ad eludere le investigazioni. “Qui le prove non ci sono, l’unico elemento che l’accusa ha sostenuto è l’atteggiamento circospetto di Carbone e Tedesco”.
Questa mattina si sono svolte anche le udienze di convalide delle altre due persone arrestate come presunti fiancheggiatori di Acri: si tratta di Giuseppe Frassino e Roberto Ammirato: il primo e’ stato arrestato nella notte tra sabato e domenica. Secondo i carabinieri Ammirato sarebbe il mediatore tra Acri e Frassino. Sulla loro posizione il gip De Simone si e’ riservato.

