Sblocca Italia. “A rischio lo spegnimento degli inceneritori”. L’allarme dell’assessore Bellini

Piano rifiuti. Due inceneritori chiuderanno entro il 2020Bologna, 27 nov. – Il decreto Sblocca Italia metterà a rischio Piano regionale dei rifiuti approvato negli ultimi mesi della giunta Errani. E così l’Emilia-Romagna potrà dire addio al depotenziamento degli inceneritori di Modena e Rimini. Sopratutto, potrebbe saltare lo spegnimento programmato entro il 2020 dei due impianti di Piacenza e Modena, con tutte quel che ne consegue in termini di conseguenze negative per l’ambiente e la salute. L’allarme lo lancia Alberto Bellini, assessore all’ambiente di Forlì e professore associato all’Università di Bologna.

“L’articolo 35 del decreto Sblocca Italia – spiega Bellini – autorizza il trattamento negli inceneritori dell’Emilia-Romagna dei rifiuti di tutta Italia. E questo succede quando nella nostra regione, con la raccolta differenziata e le politiche già attivate in termini di riduzione dei rifiuti, siamo riusciti ad abbassare l’utilizzo degli inceneritori al 50%. Se lo Sblocca Italia entrasse in vigore tutto potrebbe essere messo in discussione, e il Ministero potrebbe decidere di saturare i nostri impianti con rifiuti di tutta Italia. Soprattutto lo Stato potrebbe decidere di non spegnere più gli inceneritori come già programmato a livello regionale, perché a quel punto si tratterebbe di una questione di competenza ministeriale”.

Bellini ha lanciato sulla piattaforma change.org un appello, a cui hanno aderito tra gli altri anche l’ex sindaco di Forlì Roberto Balzani e il meteorologo Luca Mercalli, in cui viene chiesto di modificare l’articolo 35 dello Sblocca Italia. “Le nostre sono proposte, non proteste”, ci tiene a sottolineare l’assessore che ha già avuto modo di esporre le sue idee al ministro dell’ambiente Galletti. Per Bellini, che cita a sostegno delle sue tesi ricerche e lavori scientifici, sarebbero due le strade da seguire. Da un lato incentivare la raccolta differenziata attraverso adeguati incentivi economici, facendo ad esempio pagare di più lo smaltimento rispetto al recupero, dall’altro puntare sui impianti per la selezione e il trattamento a freddo dei rifiuti residui. “Se in Italia si aumentasse di 15 punti il recupero di materia – spiega Bellini – il risparmio economico annuo sarebbe di circa 400 milioni di euro, senza considerare i costi risparmiati in tariffa, perché incenerire costa più che recuperare, e tutte le esternalità negative in termini di impatto ambientale e emissioni nocive per la salute delle persone”. Il risparmio complessivo toccherebbe i 600 milioni di euro.

Bellini propone anche un’agenda minima in tre punti – “da realizzare subito” – al futuro assessore all’ambiente della Regione. “A prescindere da chi avrà quel posto il nuovo assessore dovrebbe considerare il ricorso contro lo Sblocca Italia, perché altrimenti la Regione perderebbe le competenze che ha in materia di pianificazione del ciclo dei rifiuti. Poi bisognerebbe creare un piano preciso di riduzione degli inceneritori attraverso politiche fiscali per promuovere la raccolta differenziata e azioni per incentivare il recupero dei materiali”. La politica è pronta per queste idee? “Vedremo che scelte farà il presidente Bonaccini”.

L’appello di Bellini: “Cambiare lo Sblocca Italia”

Video – Balzani e Pizzarotti sfidano la Regione: “Basta con gli inceneritori”

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