3 sett. – Daniela Occhiali esprime preoccupazione per quanto successo domenica sera a Sant’Agata Bolognese: “Voglio lanciare l’allarme, quello che è successo non deve passare sotto silenzio”. Domenica scorsa una trentina di persone ha circondato la caserma dei carabinieri dove era appena stato arrestato Gianluca Simonetti. Questi aveva appena aggredito, ferendolo in modo grave, un ragazzo senegalese. Simonetti, ventiduenne, avrebbe rapporti di parentela con persone legate ai clan casalesi.
Il sindaco oggi pomeriggio ha incontrato i sindacati per stilare un documento comune di denuncia sull’accaduto e chiederà un incontro col Prefetto. “Lo coinvolgeremo per fare un consiglio comunale aperto, in cui anche la cittadinanza potrà partecipare al dibattito”, spiega.
“L’aggressione è un fatto grave, ma la cosa ancora più grave è l’immediata solidarietà scattata nei confronti dell’aggressore“, continua Daniela Occhiali. Secondo quanto riportato dal quotidiano L’Informazione e confermato dal maresciallo De Sario, una trentina di persone tra amici e parenti avrebbe circondato la caserma chiedendo con violenza il rilascio immediato dell’arrestato.
A Sant’Agata Bolognese, dove c’è una forte comunità di casertani (provenienti in particolare da Casal di Principe e Casapesenna), prevalentemente impegnati nell’edilizia, sembra che nessuno sappia né abbia visto niente. Ma nell’aprile dello scorso anno qui era stato arrestato l’imprenditore edile Raffaele Abatiello, residente nel comune del bolognese e genero di quel Raffaele Diana (arrestato lo scorso maggio a Casal di Principe) considerato capo zona per conto del clan camorrista nella vicina zona di Modena.
“Vogliamo dare un segno alla cittadinanza, fare capire che queste cose non devono succedere”, conclude Occhiali. Per le strade, i locali sembrano davvero non sapere cosa è successo domenica sera. Il sindaco non esita ad attribuire parte della responsabilità allo scarsissimo rilievo dato alla notizia dalla stampa: “Mi stupisco che, a parte un articolo sull’Informazione, non si sia scritto di questa cosa. Neanche il Carlino…”, commenta amareggiata. E aggiunge: “Non bisogna drammatizzare, ma nemmeno sottovalutare“.
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