Bologna, 18 mar. – L’Asp Città di Bologna tenta di dare una svolta alla vicenda dell’ex convento Santa Marta, in via Strada Maggiore. Dopo che un contenzioso nato ormai 7 anni fa sta bloccando da tempo ogni progetto di riqualificazione del complesso monumentale un tempo usato come residenza per anziani non autosufficienti, ora l’Asp ha deciso di lanciare un’indagine esplorativa per trovare eventuali interessati alla ristrutturazione e gestione dell’immobile. Non una cosa di poco conto, visto che alla spada di damocle dell’ormai quasi decennale contesa legale si aggiungono i costi per rimettere in sesto gli spazi. Tre milioni di euro è la stima di Asp, che parla dell’ex convento come di un edificio che “si presenta nelle condizioni di un grezzo avanzato con diverse opere di demolizione ancora da terminare” e alcune mancanze anche nell’impiantistica.
Insomma, l’Asp cerca aziende, associazioni o enti del mondo non profit con tanti soldi in tasca e un progetto in grado di ridare una funzione a un complesso inutilizzato da troppo tempo. Ormai tramontata causa difficoltà di bilancio l’ipotesi di realizzare col project financing un asilo nido e 24 appartamenti protetti per anziani, ora l’Asp apre a 365 gradi e lascia campo libero ad eventuali proposte e idee in arrivo dai privati. Si parla di individuare “possibili modalità di intervento sotto il profilo urbanistico/architettonico, sociale, giuridico ed economico” per la creazione di un servizio “sociale, sanitario, socio/ sanitario, educativo , scolastico al servizio della Città di Bologna”. Le proposte, specifica il direttore amministrativo di Asp Galbusera, dovranno pervenire entro e non oltre il 20 marzo.
Il Santa Marta aveva guadagnato l’attenzione mediatica il 26 gennaio 2013, quando un corteo di centinaia di persone occupò lo stabile dopo lo sgombero del collettivo Bartleby.



