30 apr. – Il Pm di Bologna Francesco Caleca ha chiesto il rinvio a giudizio di quattro medici e un tecnico di radiologia medica per la morte di Daniela Lanzoni. La donna, che aveva 54 anni, morì il 27 settembre 2007 al Policlinico Sant’ Orsola di Bologna, due giorni dopo un intervento di asportazione, per errore, di un rene sano. L’intervento venne fatto sulla base di una diagnosi sbagliata dovuta all’attribuzione di un referto e di una tac, appartenenti in realtà ad un’altra donna, con lo stesso cognome, ma più anziana di 32 anni. Per tutti e cinque, dopo le indagini dei Nas dei Carabinieri, l’accusa è di cooperazione in omicidio colposo. Per il primario del reparto di urologia Giuseppe Severini c’é anche la falsità materiale e ideologica commessa da pubblici ufficiali. E’ già stata definita lo scorso gennaio la posizione di un quinto medico, Giuseppe Corrado, urologo, che ha patteggiato una pena a un anno e otto mesi per omicidio colposo e falso. Il medico avrebbe modificato la cartella clinica di Daniela Lanzoni dopo la morte. Secondo la ricostruzione fatta dal Pm Caleca fu una catena di errori, prima e dopo l’intervento, a portare alla morte della donna. Ogni indagato commise un segmento di errore, comunque senza comunicare con gli altri.
