18 giu. – I bisogni aumentano, ma le risorse calano e per far quadrare i conti la sanità in regione dovrà risparmiare 260 milioni di euro nel solo 2013. A dare il dato è l’assessore Carlo Lusenti, a seguito dell’approvazione delle indicazioni attuative del Piano sociale e sanitario regionale 2013-2014. Della minoranza solo il M5S ha votato contro, astenuto il Pdl, assenti al voto Lega e Udc.
“Non ci stiamo a fare tagli lineari” ribadisce ancora una volta l’assessore, che però snocciola dati preoccupanti; tra tutti il fatto che il 2013 è il primo anno in cui l’ammontare del Fondo sanitario nazionale è inferiore a quello passato, 81 milioni in meno per la sola Emilia Romagna. Per risparmiare la Regione ha alzato gli obiettivi che le singole aziende sanitarie devono raggiungere, mantenendo i servizi attuali.
“Ad esempio- spiega Lusenti- sono stati sottoscritti accordi specifici con l’Associazione italiana ospedalita’ privata (Aiop) per un riduzione del budget 2013, con i sindacati per il turn over parziali, ma anche con i titolari delle convenzioni (per lo piu’ medici di medicina generale) per una maggiore appropriatezza prescrittiva di farmaci generici e della diagnostica pesante, per quanto riguarda le patologie delle ossa e dei muscoli”. In pratica, ai medici viene chiesto di pensarci due volte prima di prescrivere i farmaci o di far fare esami radiologici come le Tac, che hanno un costo elevato.
Resta il tema del taglio dei posti letto, decisi dalla spending review. La soluzione, per Lusenti, restano le Case della Salute: strutture territoriali i cui posti letti non rientrano nel conto del decreto del Governo Monti. In Regione ne sono già attive 52 e l’obiettivo è averne 110 entro il biennio, ma esiste un problema di risorse per l’investimento.

