San Lazzaro. Conti sei ore dal pm

Bologna 9 gen.- Il sindaco di San Lazzaro di Savena Isabella Conti è rimasta circa sei ore negli uffici della procura della Repubblica di Bologna per testimoniare nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte minacce che avrebbe ricevuto dopo lo stop alla colata di Idice. Conti avrebbe confermato le pressioni e anche la frase che le sarebbe stata riportata dalla dipendente comunale e che avrebbe pronunciato il commercialista Germano Camellini, presidente del collegio dei revisori del Comune. Il professionista avrebbe detto: “Cosa vuole fare questa, vuole passare un guaio, vuole finire sotto una macchina?” L’audizione è stata condotta direttamente dal procuratore capo Roberto Alfonso con l’aggiunto Valter Giovannini e la pm Rossella Poggioli. Il verbale dell’audizione del sindaco è stato secretato.

Oggi intanto è stata ascoltata proprio la dipendente comunale che riferì le parole a Conti, è una dirigente del comune di San Lazzaro. Camellini, intervistato dai quotidiani locali ha spiegato che lui non ha intimidito nessuno e che i conti ai quali si riferiva erano quelli del Comune, non il sindaco (Conti ndr).

I consiglieri comunali del Pd chiederanno un parere legale sul caso, prima di decidere se votare, alla seduta del Consiglio comunale pervista a febbraio, lo stop al progetto urbanistico per oltre 500 appartamenti, deciso da Conti perché mancavano delle fideiussioni. La capogruppo del Pd Marina Bardi ha spiegato che la decisione è stata presa nei giorni scorsi in accordo con il sindaco, ed è prassi in caso di decisioni delicate.

L’inchiesta è stata aperta dopo che il sindaco si è rivolta ai Carabinieri allarmata non solo per questa frase, anche per una serie di sms che le sarebbero arrivati sul telefono. Un contesto di pressioni al limite delle velate minacce secondo il sindaco che con la giunta ha avviato la decadenza del Piano operativo comunale che dovrà essere votata dal consiglio del comune dell’hinterland bolognese il prossimo 12 febbraio.

La cosiddetta colata di Idice prevedeva una grande lottizzazione per la costruzione di 582 appartamenti, una scuola e un centro sportivo. La costruzione doveva essere affidata a una cordata guidata da cooperative edili e costruttori privati (Coop Costruzioni con la sua società Granulati, Cesi poi fallita, Palazzi srl, Astrale srl, Dipierri, Laterizi Brunori srl), questi ultimi avevano la quota principale del raggruppamento il 53%. Il sindaco ha deciso di avviare la decadenza del Poc perchè non erano state presentate le fideiussioni necessarie a garanzia e la cordata ha minacciato una causa milionaria. Ma la colata è anche un progetto osteggiato da una parte dei cittadini di San Lazzaro, c’è anche un esposto sulla compravendita, che Conti aveva promesso di non realizzare più in campagna elettorale.

idice al tramonto

foto di Kiki Hood Idice al tramonto

 

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