29 apr. – I 60 sindaci della provincia di Bologna hanno contestato le nuove tariffe per l’acqua di Hera, che prevedono un aumento medio del 4,5% per compensare il calo dei consumi. Ieri la riunione dell’Ato5, l’agenzia che regola il servizio idrico, si è conclusa con un nulla di fatto, come racconta oggi il Corriere di Bologna. Il subcommissario del Comune di Bologna Raffaele Ricciardi ha abbandonato la sala facendo mancare il numero legale e tutto è stato rinviato.
Hera chiede un aumento delle tariffe attraverso un sistema che dovrebbe premiare le case in cui si consuma meno acqua, in proporzione al numero dei residenti. Gli aumenti saranno concentrati infatti sulle fasce di consumo che superano i tetti considerati “virtuosi”.
I rincari decisi da Hera derivano anche dai mancati introiti dovuti ad un calo generale dei consumi idrici, che prosegue dal 2008 (-2,5 milioni di metri cubi di acqua in meno all’anno). E’ difficile per i sindaci spiegare che un comportamento virtuoso del cittadino (sommato alla crisi economica) porti alla fine ad un aumento delle tariffe dell’acqua. La legge prevede che gli incassi delle bollette servano a coprire completamente il costo del servizio, quindi se Hera incassa 5 milioni di euro in meno ogni anno, allora alza le tariffe.
I comuni della provincia hanno contestato Hera anche sul tema degli investimenti nella manutenzione delle tubature, negli acquedotti, nei depuratori, nelle fognature. Secondo i sindaci non sta rispettando l’impegno a spendere 30 milioni l’anno. Accusa respinta dalla multiutility.
Ora sarà Ato5 a fare un monitoraggio della situazione, la documentazione sarà alla base di una nuova assemblea nel mese di maggio.
Domani al palacongressi del Cnr ci sarà l’assemblea degli azionisti Hera. Gli attivisti della campagna un’altra Hera faranno un volantinaggio.

