Bologna 6 giu.- L’ex sottosegretario al welfare e attuale presidente dei senatori Ncd Maurizio Sacconi è stato sentito dal pm Antonello Gustapane nell’ambito dell’inchiesta per omicidio per omissione sulla mancata scorta a Marco Biagi. Su Biagi ci fu quantomeno “una tragica sottovalutazione” ha detto Sacconi uscendo dalle tre ore di audizione. La sua testimonianza è particolarmente importante per inquadrare anche le informazioni di cui disponeva Claudio Scajola, allora ministro dell’Interno e compagno di partito di Sacconi, sugli allarmi per la sicurezza di Biagi.
Sacconi ha ripercorso gli ultimi giorni della vita di Biagi. Il 15 marzo 2002 (Biagi è stato ammazzato il 19) la moglie di Sacconi, Enrica Giorgetti, chiamò Luciano Zocchi che era il segretario particolare di Scajola affinchè intercedesse col ministro. Una telefonata nella quale chiese di ripristinare la scorta a Biagi. Lo stesso giuslavorista aveva lanciato diversi allarmi negli ultimi mesi cercando di parlare con tutte le personalità politiche che conosceva, a partire dall’amico Sacconi. Ed è emerso un altro particolare: poco prima dell’omicidio ci fu un Consiglio dei ministri dove si discuteva della riforma dell’articolo 18 e dove Sacconi arrivò accompagnato da Biagi. Sembra che anche in quell’occasione il professore esternò le sue paure sulla possibilità di fare la fine di Massimo D’Antona. D’altronde sul settimanale Panorama tre giorni prima dell’omicidio venne pubblicata la relazione del Sisde che parlava dei possibili obiettivi dei terroristi tracciando il ritratto di Biagi.

