3 giu. – Quasi due ore di assemblea per verificare se c’erano i margini di promuovere l’accordo tra Provincia, Comune e la società Sviluppo Iniziative Immobiliari. La Fiom Cgil ha mobilitato due “pezzi grossi” del sindacato, il segretario provinciale Bruno Papignani e Danilo Gruppi della segreteria generale bolognese. C’era anche Marino Mazzini della Fim Cisl, sulle posizioni Fiom.
Il confronto è partito subito in salita, con un gruppo di lavoratori che presentava una dichiarazione di bocciatura dell’accordo, seguita da 33 firme. Si erano riuniti la mattina e avevano deciso che l’intesa “così com’è proprio non va bene”.
La totalità dei dipendenti in mobilità è 61, quindi i firmatari sono la maggioranza.
Dopo oltre un’ora di discussione molto tesa, con gruppi di lavoratori che entravano e uscivano dalla sala, una mediazione sembrava vicina. I licenziati chiedevano che fossero aggiunte delle garanzie per iscritto, in particolare riguardo ad alcune categorie di lavoratori. Per prima cosa che anche coloro che sono prossimi alla pensione e riusciranno ad ottenerla entro il termine del periodo di mobilità potessero beneficiare dell’indennizzo (10mila euro); poi che fossero esplicitate le condizioni di lavoro da offrire alle persone invalide o con patologie; infine che ci fosse la certezza che il posto di lavoro offerto fosse a tempo indeterminato.
Improvvisamente, quando la discussione sembrava comporsi in direzione di un compromesso, l’equilibrio si è spezzato. Danilo Gruppi ha preso atto delle 33 firme contrarie all’accordo, a cui si erano aggiunti altri 3 nomi, e ha annunciato il ritiro della firma. “Fate da soli, ma sarà difficile fare meglio di così”.
Una scelta che ha lasciato l’amaro in bocca a molti lavoratori. I problemi che si pongono sono diversi. Sia in Comune sia in Provincia sta per cambiare l’amministrazione, e non è detto che i prossimi politici siano pronti a rivedere un accordo che non c’è più. I tempi saranno necessariamente lunghi, e a febbraio 2010 i lavoratori più giovani (con meno di 40 anni) saranno già tagliati fuori. La società immobiliare della famiglia Raggi rimane comunque autorizzata a costruire – è stato scritto in un documento licenziato dalla Giunta poche settimane fa. Non ci sarà nessuna indennità, per nessuno.
La Fiom Cgil ha indetto una conferenza stampa per domani.

