Sabiem, il giorno dopo

22 apr. – C’è malumore fra i lavoratori il giorno dopo l’accordo sul futuro occupazionale dei 61 dipendenti Sabiem. Lo hanno firmato in Provincia Cgil, Cisl, enti locali e i proprietari del terreno, la società che ha acquistato dai Fochi, già proprietari delle ormai ex fonderie di Santa Viola, chiuse per fallimento. Roberto Battelli, già delegato dei lavoratori, oggi ha ricevuto molte chiamati dai colleghi, che non si aspettavano una chiusura così rapida del confronto

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La società Sviluppo iniziativa immobiliare garantisce che i dipendenti ex Sabiem saranno formati e avviati a una nuova occupazione entro la fine dei rispettivi periodi di mobilità; altrimenti, per ciascuno di loro verserà un indennizzo di 25 mila euro netti (che scenderanno a 10 mila qualora il lavoratore rifiutasse il lavoro proposto dalle agenzie interinali. Come mai tanta generosità da parte di una società che non aveva nessun impegno sui posti di lavoro? Bruno Papignani, segretario della Fiom Bologna, dopo aver ricevuto mandato dagli iscritti Fiom riuniti in assemblea, ieri ha firmato l’accordo:
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Chiusa la partita sindacale, rimane aperta quella urbanistica. Il Comune aveva vincolato il terreno delle fonderie alla sua destinazione produttiva, per evitare speculazioni edilizie sull’area, all’angolo fra via Emilia Ponente e l’Asse attrezzato, non lontano dall’Ospedale Maggiore. L’accordo, però, vincolava i Fochi, i proprietari delle fonderie che hanno fatto fallire. Prima del fallimento, però, senza darne pubblicità, avevano venduto il terreno agli immobiliaristi Raggi, i quali, formalmente, non hanno nessun accordo col Comune di Bologna, sul piano urbanistico. «Ci vuole un nuovo accordo», ci ha detto oggi l’assessore comunale all’urbanistica Virginio Merola, che ha già fissato un incontro con gli immobiliaristi.

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