S.Orsola. Spending review all’ananas

ananas

Foto Flickr CC by-nc-sa di Philippe Vieux-Jeanton

25 set. – Succo d’ananas come liquido di contrasto per gli esami radiologici. È uno dei tanti provvedimenti all’interno del piano triennale per la Spending Review del Policlinico S.Orsola avviato nel 2013 . Il Policlinico è la prima azienda ospedaliera ad applicare il decreto legge sulla razionalizzazione delle spese sanitarie in Emilia Romagna.

Il piano ha preso il via dai servizi di ristorazione (servizio mensa per pazienti, dipendenti e studenti della facoltà di medicina) anziché direttamente dai servizi strettamente assistenziali. “Una scommessa” spiega la direttrice amministrativa Marzia Cavazza, “quasi tutte le aziende sanitarie e non solo appaltano questo servizio, noi abbiamo deciso di puntare su questa struttura classicamente esternalizzata per renderla efficiente”. Le fa eco Marco Storchi, direttore dei Servizi di supporto alla persona, affermando che “il cibo è una cura, non è un servizio di secondo livello rispetto alla clinica”. In questo senso non solo si risparmiano fondi che verranno parzialmente reinvestiti nel settore assistenziale, spiega Storchi, ma si mettono in connessione diverse competenze professionali per produrre sinergie che portino a provvedimenti di risparmio e innovazione al tempo stesso.

Tra questi provvedimenti c’è appunto l’utilizzo del succo d’ananas al posto del Lumirem, un farmaco utilizzato come liquido di contrasto per gli esami radiologici, che oltre al beneficio del paziente porta ad un risparmio significativo: mentre il Lumirem costa circa 14mila euro l’anno, il succo di ananas ne costa solo 380, dice Storchi. Altre innovazioni volte al risparmio sono i salumi che nelle mense non vengono più acquistati monouso in vaschette ma comprati in pezzature grosse e affettati direttamente in cucina, e l’utilizzo dei piatti di ceramica che vengono lavati e riutilizzati al posto delle stoviglie in materiali a perdere con un risparmio anche dal punto di vista ambientale. Per quanto riguarda il personale, l’organico è stato ridotto grazie alla mancata sostituzione di alcuni pensionamenti e i turni sono stati riorganizzati in modo che gli straordinari sono diminuiti del 43% rispetto al 2011.

Il progetto, messo a punto alla fine del 2012, fa parte di un piano triennale 2013-2015 e in questo primo anno ha permesso di risparmiare, come certificato dal collegio sindacale, 970mila euro lordi di cui 738mila grazie al progetto sulla mensa; tutto ciò all’interno di un costo pieno per la ristorazione che nel bilancio dell’ospedale ammonta a 10 milioni di euro. Una quota dei fondi risparmiati pari a circa 400mila euro verrà destinata ai fondi contrattuali dei circa 140 dipendenti del servizio, come previsto dalla norma che stabilisce la possibilità di ridistribuirne fino al 50% tra gli stipendi. I lavoratori ad agosto si sono visti in busta paga un acconto pari al 30% dell’aumento totale (dai 260 ai 350 euro lordi), in un momento che, sottolineano con soddisfazione Storchi e Cavazza, vede l’impossibilità di nuove assunzioni e un blocco generalizzato degli aumenti nel pubblico.

L’aumento non sarà uguale per tutti, ma sarà ripartito secondo fasce di merito e non automaticamente in base all’inquadramento professionale; il personale verrà premiato in base al coinvolgimento nel progetto e in base alla passione e alla motivazione dimostrate nel lavoro, spiega la direttrice Cavazza: “vogliamo cercare di dare un ritorno al personale coinvolto in base al livello di partecipazione” anche se, specifica, fasce di retribuzione e criteri per valutare questa partecipazione devono ancora essere definite insieme alle organizzazioni sindacali; “lavoreremo sull’impegno dei singoli lavoratori nelle aree più sotto stress, come i coordinatori di cucina che hanno un maggiore stress di controllo”, aggiunge Storchi, “chi fa turni più pesanti ne avrà un maggiore ritorno”.

 

Beniamino Della Gala

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