Bologna 15 gen.- “Proponiamo di spostare tutto il lavoro su zone di riqualificazione. Non chiudiamo la porta in faccia agli attuatori e continueremo il lavoro di San Lazzaro su altre zone in una nuovo modo di pianificare la città”. Marina Bardi è la capogruppo del Pd in consiglio comunale a San Lazzaro di Savena, dove nelle ultime settimane è esploso il caso della “colata” con il sindaco Isabella Conti che si è rivolta ai carabinieri perchè si è sentita minacciata dopo lo stop imposto dalla giunta al maxi progetto di costruzione di Idice. L’inchiesta è in pieno svolgimento e c’è già un indagato anche se il sindaco, sentita dai pm, avrebbe fatto altri nomi. La “colata” sarebbe stata costruita da una cordata composta da cooperative di costruzione e privati (al 53% della partecipazione questi ultimi).
Bardi ha partecipato alla nostra trasmissione AngoloB nella quale abbiamo invitato oltre a lei il capogruppo della lista Noi Cittadini Massimo Bertuzzi e il consigliere di Forza Italia Francesco Rossi che oggi pomeriggio parteciperà alla prima riunione di commissione dove si affronterà la decadenza del Poc (piano operativo comunale) attraverso la delibera che verrà votata in consiglio comunale il prossimo 12 febbraio. Nello specifico la capogruppo Pd ha risposto alle sollecitazioni formulate nell’intervista al direttore Ance Carmine Preziosi che auspica una soluzione che passi da un confronto con l’amministrazione “anche tenendo conto della nuova sensibilità che emerge dai sindaci sul tema del consumo di suolo”.
Nel percorso che porterà al 12 febbraio Forza Italia ha subordinato il suo voto al sì ad una commissione d’inchiesta sul caso della colata, richiesta che è stata ribadita in trasmissione dal consigliere Rossi.
Ben prima dell’inchiesta nata dalla denuncia della Conti il consigliere Bertuzzi aveva depositato un esposto sul valore di vendita del terreno. “Una denuncia di cui non ho più saputo nulla”, ha detto Bertuzzi. Per il civico è un bene che la partita si sposti ora sulla riqualificazione ma, ha osservato, “si stanno svegliando tutti adesso” e ha ricordato che già la legge 20 della Regione Emilia Romagna dice cose precise a proposito all’articolo 2: “prevedere il consumo di nuovo territorio solo quando non sussistomo alternative”.
La reazione delle cooperative
“Abbiamo da tempo, anche ufficialmente, comunicato al comune di San Lazzaro la disponibilità di aprire un tavolo tecnico a fronte di una scelta che legittimamente la giunta ha preso” ha spiegato Simone Gamberini di Legacoop. Per Gamberini le parole della capogruppo rappresentano “una novità” nello scenario di queste settimane: “Se questa è la volontà del consiglio comunale non possiamo che essere felici, non la consideriamo un’apertura ma un’assunzione di responsabilità nel governo del territorio”.

