1 apr. – Mentre la pillola Ru486 entra nelle farmacie ospedaliere, il neogovernatore leghista del Piemonte Roberto Cota annuncia che ne ostacolerà l’utilizzo tenendola nei magazzini. Un’eventualità che in Emilia-Romagna non si può verificare, spiega l’ex primario di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale Maggiore di Bologna Corrado Melega, che ha partecipato ai lavori della commissione regionale per l’applicazione della pillola abortiva. “La Ru486 era già disponibile nei nostri ospedali prima di oggi – spiega – perché avevamo importato delle confezioni”. Secondo Melega, Cota non potrà fare nulla per impedire la sommistrazione del farmaco, che è stato approvato dall’AIFA, ma potrà fare pressioni e terrorismo sui medici, “dal momento che la politica entra con i piedi di ferro nella sanità: il rischio di intimidazioni esiste”. L’Emilia-Romagna garantisce alle donne la possibilità di utilizzare la Ru486: “C’è una grande differenza di metodo. Ci siamo riuniti in assessorato cercando di capire come fare a ottemperare a quello che dice il Ministero e insieme salvaguardare la salute delle donne“. Quella di Cota è una “dichiarazione trucida che favorirà l’aborto clandestino. Nel nostro Paese si valuta che ce ne siano 15-20.000 all’anno. Ma siccome non si vedono, non importa niente a nessuno”.
Intanto, la Regione Emilia-Romagna ha annunciato l’arrivo delle linee guida nelle aziende sanitarie già
nei primi giorni della prossima settimana. Al momento, spiegano dall’assessorato regionale alla Sanità, sono in corso approfondimenti di carattere clinico e di ordine istituzionale e giuridico. Il tutto per essere pronti la prossima settimana con i primi atti operativi.
