15 lug. – «Quella dei sindaci è una facoltà. Per quanto mi riguarda, questo potere al momento non sento nessun bisogno di esercitarlo». Il sindaco di Bologna Flavio Delbono non ha intenzione di istituire le ronde per il controllo della città, possibilità introdotta dal recente provvedimento del governo in materia di sicurezza. Secondo Delbono la richiesta del PdL di creare pattuglie cittadine a Bologna è intempestiva: mancano ancora i regolamenti attuativi della legge e per il sindaco la destra «poteva almeno avere il buon gusto di aspettare che l’iter legislativo fosse completato».
Questa mattina Delbono si trovava in Prefettura insieme agli altri sindaci della provincia di Bologna e alla presidente della Provincia Beatrice Draghetti per l’incontro con il prefetto Angelo Tranfaglia. Anche il prefetto ha ricordato che «la legge dice che il sindaco può avvalersi di associazioni iscritte in appositi elenchi tenuti a cura della Prefettura, e che entro 60 giorni dall’entrata in vigore ci sarà il decreto ministeriale con il quale vengono fissati i criteri per la compilazione e l’iscrizione di queste associazioni nei ruolini». Parlarne adesso, insomma, è prematuro. Nel suo discorso di benvenuto Tranfaglia ha sottolineato la solida collaborazione interistituzionale presente in provincia, e ha poi dedicato un brano del suo intervento alla sicurezza. Ha ricordato che i delitti sono in calo (-12%) e che nell’area metropolitana alcune forme di «degrado socio-ambientale creano e amplificano la percezione di insicurezza e apprensione nella cittadinanza». Sottolineando la coesione sociale del territorio bolognese, Tranfaglia ha detto che «proprio laddove il livello di qualità della vita è più elevato, e la convivenza più ordinata, episodi delinquenziali a bassa intensità oggettiva vengono percepiti con sensibile disagio e suscitano particolare allarme sociale».

