6 ago. – Si dovranno attendere ancora due giorni per prendere visione delle regole che il ministero dell’Interno stabilirà per la formazione delle ronde nelle città, ma Bologna conferma la strada già tracciata dal sindaco Flavio Delbono. Sì agli assistenti civici – già presenti in città da anni in conformità con la legge regionale per il controllo del territorio da parte di associazioni di volontariato – no alle ronde così come intese dal Governo. Il vicesindaco Claudio Merighi afferma che non si vuole valicare il “limite del controllo” affidando a volontari compiti che devono rimanere delle forze dell’ordine. La differenza tra assistenti civici e rondaioli per il vicesindaco sta nel rapporto stretto e “civico” con il territorio, che deve avere lo scopo di salvaguardare e cementificare il tessuto sociale. “Nello stesso momento in cui si taglia il comparto sicurezza e si mettono in campo azioni di questo genere” afferma Merighi, nasce “l’idea che sia una dismissione delle strutture formali per la sicurezza, un loro indebolimento“.
