Ronchi: “Tra Duse e Capodanno io sceglierei il Duse”

9 set. – Salvare le strutture della città: è la priorità dell’assessore alla cultura Alberto Ronchi che saluta con entusiasmo il nuovo progetto per il teatro Duse. Nella nuova Srl, con un contratto di 4 anni, entrano il Teatro Stabile La Contrada di Trieste, il direttore del teatro Michelangelo di Modena, Berto Gavioli, l’impresa di produzione teatrale A.Artisti Associati e December Sevens Duemila che si occupa dell’EuropAuditorium, oltre ovviamente al proprietario del teatro Stefano Degli Esposti.

Un progetto formato da soggetti privati e un teatro stabile che proviene da un’altra regione ma che l’assessore considera fondamentale per gettare le basi di un futuro sistema teatro a Bologna. Le strutture prima di tutto: “Se dovessimo fare un discorso astratto tra fare il concerto di Capodanno e tenere aperto il Duse io non ho dubbi” ribadisce Ronchi, che dopo aver annullato il concerto di Ferragosto, vorrebbe “aprire un ragionamento” anche su quello di Capodanno. Secondo l’assessore gli eventi in piazza possono essere “iniziative bellissime che possono anche portare turismo in città, ma passata una sera sono finite”.

In tempi di crisi bisogna scegliere le priorità e quindi ben venga, per l’amministrazione, una nuova Srl che permette al Duse di riaprire senza pensare sulle casse comunali. Un progetto diverso da quello di Guido Ferrarini del Dehon che pensava di trasformare il Duse in un teatro stabile e che, durante la presentazione della nuova società, ha attaccato Ronchi. “I 900mila euro che il Ministero aveva promesso, perché non li hai chiesti quando c’ero io?” ha chiesto Ferrarini durante la conferenza stampa. Ronchi non nasconde di aver avversato il progetto perché ci sono già troppi teatri stabili in regione, che richiedono la partecipazione del pubblico.

Il Duse riapre a novembre quindi con una nuova gestione, anche se per sapere con che programmazione bisognerà aspettare ancora un paio di settimane. Una linea artistica che verrà decisa collegialmente tra tutti i vari soggetti che vi partecipano, ma assicurano i nuovi gestori: “Il Duse è il Duse in Italia, non solo a Bologna e la programmazione artistica rimarrà tale” e invitano i vecchi abbonati, di cui la chiusura di Eti ha fatto perdere traccia, di farsi vivi scrivendo una mail al teatro demsteatro@libero.it.

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