17 ott. – Sussidiarietà, biblioteche, Cineteca, teatro Comunale, qualità dell’offerta teatrale in città, Bologna città del rock, concerto di Capodanno. Questi i temi toccati dall’assessore alla cultura Alberto Ronchi che è stato ospite nei nostri studi.
Con lui, che guida un settore del Comune che ha molto a che fare con le giovani generazioni siamo partiti da un ragionamento su quello che è successo a Roma il 15 ottobre con i gravi scontri accaduti durante la manifestazione degli indignati. “Ci sono minoranze che usando la violenza compromettono il lavoro del movimento ma questo purtroppo è una storia che a sinistra si è vista spesso, con le dovute differenze. Il fatto che la non violenza non sia ancora patrimonio di tutti è un fatto preoccupante“, ha detto Ronchi.
“Senza innovazione non ce la facciamo”, questa è una delle idee portanti di Ronchi che batte su questo tasto più e più volte. In particolare quando un ascoltatore ha posto una domanda sul futuro della biblioteca Ruffilli che non è ancora deciso ma per la quale si è paventa anche la possibilità di una chiusura. Per Ronchi bisogna iniziare a pensare a modelli diversi, ispirandosi ai paesi europei. Per l’assessore la vicinanza della biblioteca a Sala Borsa non può non portare ad un ragionamento che tenga contro dei due luoghi.
Chiaro anche sulla possibilità che la cultura sia uno sbocco di lavoro per i giovani: “non possiamo intervenire su tutto, possiamo però dare degli indirizzi precisi, possiamo cercare di avere un bilancio coerente rispetto a questi indirizzi e possiamo lavorare molto con le realtà che a Bologna operano sul territorio e sono tante. Non tutti possono lavorare sulla cultura, qualcuno scoprirà che non è la sua vocazione”.
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Netto sul concetto di sussidiarietà: “La sussidiarietà in cultura è naturale, nel senso che all’amministrazione spetta la scelta degli indirizzi, spettano delle scelte, ma i contenuti devono essere dati dalle realtà che operano nella società bolognese”. “Trovo surreale il dibattito sulla sussidiarietà in corso a Bologna, non mi pare ci sia altra strada, è il modo migliore per fare delle attività culturali”.
Ai nostri microfoni spiega che la stagione del teatro Comunale verrà presentata agli inizi di novembre e che l’amministrazione è ottimista sul fatto di poterlo salvare. Un altro progetto che l’assessore vuole portare a termine è quello della trasformazione della Cineteca in Fondazione. Rispetto alle resistenze sindacali, in particolare della Fp Cgil, afferma di non comprenderle e le giudica “demagogiche” perché “daremo lavoro a dei precari e chi non vorrà continuerà a lavorare con la stessa mansione nell’amministrazione. Il bibliotecario continuerà a fare lo stesso lavoro”.
Ancora in bilico la decisione sul Capodanno in piazza “stiamo ragionando”, ma Ronchi rimane della sua idea: “Piazza Maggiore solo per spettacoli di altissimo livello“.
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