23 nov. – L’ex assessore regionale alla cultura Alberto Ronchi sta con Virginio Merola purchè non si ripeta quanto accaduto con Sergio Cofferati: “Non sarebbe la prima volta che c’è una grande campagna elettorale sulla cultura poi, dopo il voto, si saluta e si fa l’opposto“. La vicinanza di vedute tra il candidato Pd alle primarie di coalizione e l’ex assessore Ronchi esiste da tempo: l’iscrizione di Merola all’associazione Bologna Città d’Europa, fondata da Ronchi poco dopo la sua non riconferma alla guida dell’assessorato regionale, infatti è avvenuta “in tempi non sospetti“. E quindi, pur criticando le primarie (“un metodo di selezione delle classi dirigenti non utile in Italia”) Ronchi vede in Merola un “interlocutore serio” con cui confrontarsi soprattutto per quanto riguarda la definizione del programma per le elezioni “vere”.
La proposta di Bologna Città d’Europa parte dall’idea che non sia vero l’assunto berlusconiano che “la cultura non si mangia”. Per Ronchi proprio partendo dalla cultura può rinascere la città: “Penso che il Comune di Bologna dovrà andare in controtendenza, dovrà investire delle risorse, non bastano quelle di oggi“. L’ex assessore regionale non accetta che sia delegato al mercato la vita del sistema culturale e pensa a “forme di sostentamento per le piccole librerie, le piccole edizioni, i cinema presenti in città rispetto alle multisala“.

