Bologna, 3 mar. – Una scommessa perduta quella di Romano Prodi su Gioia Tauro. E quando si parla di problemi dell’Italia al professore capita spesso di raccontare quello che è successo in Calabria ormai quasi 20 anni fa. Durante l’incontro pubblico all’osservatorio economico Nomisma, Prodi ha citato il caso del porto di Gioia Tauro per dimostrare quanto “nonostante gli investimenti” una certa società sia in grado di “bloccare tutto“. Si parla ovviamente del potere che la criminalità organizzata è in grado di esercitare sul meridione d’Italia.
“Sono molto preoccupato sulla situazione del sud. Ci sentiamo impotenti – racconta Prodi dialogando con Bill Emmott, ex direttore dell’Economist e autore del documentario “Girlfriend in a Coma“- A Gioia Tauro ci abbiamo provato con investimenti anche ingenti. E invece tutto si è perso. C’erano tutti gli elementi per avere il grande salto in avanti della Calabria, ma non c’è stato niente da fare e la società ha riassorbito tutto”. “Pensate – dice Romano Prodi – che nel porto non è entrato nessun autocarro che non fosse targato Catanzaro“.



