Prodi al tavolo sul futuro di Bologna: “Dovete rischiare”

29 mar. – Non sono iniziati all’insegna dell’armonia i lavori del piano strategico metropolitano che dovrà disegnare la Bologna dei prossimi decenni. Uno scontro di visioni si è consumato tra il sindaco Virginio Merola e il rettore Ivano Dionigi; il primo ha proposto terreni pubblici “a basso costo” per attrarre sotto le Due torri “la sede di un’importante Università internazionale, che affianchi l’Alma Mater per realizzare un polo della conoscenza e della ricerca tra i più importanti d’Europa”. La proposta non è piaciuta a Dionigi che, nel suo intervento ha aggiunto una frase a braccio: “Non siamo nè la normale di Pisa nè la succursale di Stanford”.

Il forum è stato aperto da Romano Prodi che ha auspicato tempi brevi per decidere e attuare i progetti e, soprattutto ha esortato gli amministratori locali ad assumersi la responsabilità del rischio. “La crisi arriva quando ci si chiude», ha avvertito Prodi, indicando come esempio negativo la progressiva perdita di centralità nel settore manifatturiero, vissuta da Bologna nel ‘600. Poi l’invito ad accettare le sfide del presente e a trasformare in risorsa l’immigrazione.

Al tavolo della sala grande dell’Arena del Sole erano seduti oltre a Merola, la presidente della Provincia Beatrice Draghetti e il presidente della Regione Vasco Errani. Nel corso della mattinata sono stati presentati gli ambiti di azione del Psm.

Alla fine della mattinata il sindaco ha tracciato comunque un bilancio positivo mentre Daniele Donati, che presiede il comitato scientifico del Psm, ha parlato di risposta straordinaria:  “E’ un piano strategico in tempi di crisi. Non partiamo perché abbiamo risorse straordinarie da dividere, ma perché vogliamo diventare un territorio attrattivo per risorse future”. Donati ha anche fornito la data del primo tavolo di lavoro, quello sulla cultura che partirà il 19 aprile (sono già 120 le realtà iscritte) presidenti il sindaco e la presidente della Provincia Beatrice Draghetti che “porteranno la loro visione”.

Fuori dal Teatro, sotto la statua di Garibaldi in via Indipendenza, gli attivisti di Santa Insolvenza e di altre realtà come il comitato No People Mover hanno scandito slogan per contestare un forum che ritengono non rappresentativo di istanze come i beni comuni, l’insolvenza, l’autogestione, la libertà di movimento, lo sciopero precario, il reddito. Al termine della contestazione pranzo sociale in strada.


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