Romaco, dove i tedeschi fanno paura grazie alla Fornero

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Bologna, 14 mag. – Un’ora di sciopero con presidio fuori dalla fabbrica, nel cuore della packaging valley bolognese. I lavoratori e le lavoratrici della Romaco di Rastignano questa mattina hanno incrociato le braccia contro la direzione dell’azienda che intende licenziare per “giustificato motivo oggettivo” quattro loro colleghi.

Lunedì scorso, 5 maggio, alla fine del turno di lavoro, quattro tecnici montatori del reparto produzione sono stati chiamati in direzione ed è stata consegnata loro una lettera accompagnata da un invito: “Da domani state a casa”. L’azienda metalmeccanica, di proprietà di un fondo tedesco, è specializzata in macchine automatiche per l’impacchettamento di farmaci. Ha deciso che non ha più bisogno di loro e quindi ha avviato, come previsto dalla legge Fornero, la procedura di licenziamento. La motivazione starebbe in un calo di fatturato.

I lavoratori, non appena si è diffusa la notizia dei quattro licenziamenti, hanno interrotto il lavoro e sono usciti dall’azienda. La Fiom, con la funzionaria Giuliana Righi, ha chiesto immediatamente un incontro con la dirigenza, impegnata in una fiera del settore in Germania. L’incontro si è svolto questa mattina: Romaco ha confermato la volontà di licenziare i quattro lavoratori. Ed è scattato nuovamente lo sciopero. La preoccupazione dei lavoratori è che attraverso le possibilità offerte dalla legge Fornero, e cioè il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, l’azienda operi un ridimensionamento. “Non è che adesso ogni 3 mesi questi arrivano e licenziano qualcuno” dice un lavoratore.

“I lavoratori della Romaco non sono assolutamente disposti ad accettare passivamente il licenziamento dei loro quattro colleghi” dice Righi. La prossima settimana, nell’incontro che sarà convocato dalla Direzione provinciale del lavoro, il sindacato tenterà di sostenere che il licenziamento non è motivato e che quindi i lavoratori andranno reintegrati. La volontà dell’azienda sembra però quella di arrivare al licenziamento e alla conseguente buona uscita. “E’ un’azienda di 120 persone che non ha usufruito di ammortizzatori” evidenzia la sindacalista Fiom.

“Avevamo ragione – dice Righi – quando come Fiom abbiamo fatto blocchi stradali, abbiamo cercato di creare le condizioni per non far passare quelle modifiche (la Riforma Fornero, ndr). E lo si vede perché adesso cominciano ad applicarlo”.

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